"Io capitano", il film in concorso alla 80esima Mostra del cinema di Venezia (e in sala dal 7 settembre) narra gli orrori vissuti da due ragazzi del Senegal nel viaggio attraverso il deserto, i lager libici e il Mediterraneo. «Ho tentato di dar voce, finalmente, a chi di solito non ce l’ha», dice il regista
In vista del G20 in India, 300 miliardari, economisti e artisti di fama mondiale hanno firmato un appello indirizzato ai leader politici. I patrimoni dei super ricchi sono aumentati al ritmo di 2,7 miliardi di dollari al giorno nell’ultimo triennio. In Italia la povertà assoluta è triplicata negli ultimi 15 anni
Giustizia sociale e ambientale, diritti civili e sociali e una agenda per costruire la pace. La proposta dell'europarlamentare e scrittore per battere le destre alle Europee guarda alla piattaforma spagnola di sinistra guidata da Yolanda Diaz (che sarà a Roma l'8 settembre per il Visionaria Urban Fest)
La spesa sanitaria pubblica del nostro Paese nel 2022 si attesta al 6,8% del Pil,. E' sotto di 0,3 punti percentuali rispetto alla media Ocse del 7,1%. Nino Cartabellotta (Gimbe): «ll definanziamento del pubblico ha prodotto differenze incolmabili»
Il "premierato" è una forma di irrigidimento verticale, plebiscitario, autoritario della forma/Stato. E indebolisce il ruolo di garanzia del presidente della Repubblica
Che la politica oggi sia soprattutto narrazione lo sappiamo da anni. Con la narrazione i disperati sono diventati usurpatori. Usurpatori dappertutto bastonati da parole mendaci e quindi violente, com’è ogni falsità spacciata per vera
Per molti uomini le donne sono solo oggetto di possesso, adibite alla procreazione e alle cure familiari. Per giustificare questo pensiero “malato” si attribuisce la responsabilità degli stupri alle donne stesse, colpevoli di costumi inappropriati e di esigere la propria libertà, dice la psicoterapeuta Maria Gabriella Gatti. Insomma “il male” sarebbe nel genere femminile che necessiterebbe di un controllo maschile e sociale. Si tratta di un pensiero delirante, vecchio di duemila anni, che impedisce una adeguata reazione “politica e sociale” ed una trasformazione culturale
Le relazioni tra Italia e Albania sono fortemente radicate nella storia dell'imperialismo e del colonialismo italiano nel Mediterraneo. Gli albanesi erano descritti come un popolo selvaggio, anarchico, "nietzschiano", e tendenzialmente criminale che viveva diviso in "tribù" e che non poteva incivilirsi senza il sostegno dell'Italia. Questi argomenti furono utilizzati per giustificare l'annessione italiana del sud dell'Albania dopo lo scoppio della Grande Guerra e l'occupazione dell'intero Paese nel 1939
Cinque operai investiti e uccisi da un treno a Brandizzo. Sono già 450 i morti sul lavoro nel 2023: un crimine colpevolmente ignorato dalla politica
Mentre il Paese rischia il collasso economico e sociale, un gruppo di donne di un importante distretto agricolo ha iniziato a rivendicare i propri diritti. Sono chiamate "mra w noss” (una donna e mezzo in arabo) perché hanno forza e tenacia. Tanto da progettare proprie attività per essere finalmente indipendenti. Ecco le loro voci