Non è una questione di toni o di stili televisivi. È una questione di metodo e responsabilità. In cinque minuti si può scegliere di fare giornalismo o propaganda. Qui la scelta è stata evidente
Nel libro Hanno ucciso habibi la giornalista palestinese Shrouq Aila racconta l’orrore della guerra e la dignità di un popolo aggredito. Una testimonianza che è anche uno straordinario atto di resistenza e verità
Dopo anni di propaganda e silenzi, il governo riconosce dei limiti e coinvolge i cittadini nella ricostruzione. Tra embargo, blackout e solidarietà dal basso, la Isla grande prova a reinventare la propria resilienza
La manovra, che dovrebbe essere la prova di maturità di un esecutivo, diventa un compitino di mantenimento. Meloni alza i toni per riempire un vuoto che cresce
Mentre i cronisti che resistono vengono lasciati soli, lo Stato che dovrebbe proteggerli applaude la premier che aggira le redazioni. E così il giornalismo italiano è messo davanti a un bivio: essere vassallo o essere bersaglio
Frutto della collaborazione tra lo Spi Cgil, la Rete degli studenti medi e l’Unione degli universitari, questo vocabolario militante è più di un repertorio terminologico: è un atlante politico ed etico, dove ogni parola scelta nasce da un’esperienza di lotta e di memori
Dalle stragi al silenzio. La mafia si è riciclata nel sommerso dell’economia e delle istituzioni. Il giornalista Attilio Bolzoni denuncia: «Lo Stato colpisce i picciotti, ma lascia intatti i poteri alti»
«È tutto davanti ai vostri occhi, 24 ore su 24», denuncia la giornalista palestinese, inviata di guerra per Al Jazeera e ora rifugiata a Marsiglia dopo aver subito ripetute minacce di morte. L’abbiamo incontrata
Da Israele che colpisce Gaza e la Cisgiordania, all’Arabia Saudita contro lo Yemen, dal Kashmir alla Nigeria. Nei conflitti moderni si usa la religione per ambizioni politiche, espansione territoriale e controllo delle risorse
Fu il capitale simbolico di una stagione in cui la fedeltà valeva più della verifica, la linea editoriale più del codice deontologico, l’audience più della realtà. Chi oggi fa finta di dimenticare racconta soprattutto se stesso