Affidare una modifica della Carta a un esecutivo che costringe il garante della Costituzione a un richiamo pubblico rappresenta un azzardo politico e istituzionale. La fotografia è già completa
Da mesi la presidente del Consiglio non trova un alito, nemmeno una virgola, per parlarci di una ministra che, come un Re Mida al contrario, ha trasformato in fallimento molte delle sue attività imprenditoriali
Un ex detenuto al timone di Rikers: con la nomina di Stanley Richards il sindaco di New York scommette su una riforma del carcere dall’interno, riconoscendo l’esperienza della detenzione non come stigma, ma come competenza politica e risorsa pubblica
Dalle bozze del nuovo decreto voluto dal governo Meloni emergono misure che comprimono libertà fondamentali
La controriforma della magistratura targata Nordio ha radici ben precise nella visione del Movimento sociale di Almirante nei primi anni 70. Ma non è di certo l’unico indicatore della logica autoritaria che guida la destra di oggi
Gambia c. Myanmar: un processo storico e il futuro del genocidio nel diritto internazionale
Massimo Lensi -
Si è aperta davanti alla Corte internazionale di giustizia l'udienza di merito in un procedimento di particolare rilievo per il futuro del diritto internazionale: l’accusa di genocidio nel caso Gambia c. Myanmar. Si tratta di un passaggio cruciale, destinato ad avere riflessi importanti anche su altri contenziosi in corso, a partire da quello promosso dal Sudafrica contro Israele.
Dal 1944 al 1977 decine di giovani sono stati uccisi durante le mobilitazioni sociali dalle forze dell’ordine. E per nessuno di loro c’è mai stata verità e giustizia. Il centro studi della Cgil Roma e Lazio ne ricostruisce la memoria
il Dipartimento di giustizia americano registra una clamorosa marcia indietro sulla dubbia accusa nei confronti del leader venezuelano Nicolás Maduro
L’inchiesta che coinvolge Ad Hannoun riapre una questione giuridica e politica: l’uso dell’articolo 270 bis per colpire chi sostiene la causa palestinese, mentre le condotte che il diritto internazionale qualifica come terroristiche – bombardamenti su civili, ospedali e campi profughi – restano senza conseguenze per i vertici israeliani
Cinquant’anni dopo l’Ordinamento penitenziario del 1975, la distanza tra l’articolo 27 della Costituzione e la realtà delle carceri resta abissale













