L’aumento delle certificazioni per Adhd interroga la scuola pubblica. Occorre ripensare metodi e relazioni educative, altrimenti c’è il rischio di fermarsi all’etichetta e perpetuare un modello che esclude
Le nuove Indicazioni scolastiche cancellano la pluralità delle voci. Fanon, Said e Mbembe avevano già smontato l’egemonia eurocentrica e aperto a una memoria globale. Sono più attuali che mai
Dal Settecento a oggi questa sindrome ha cambiato volto infinite volte. Da colpa educativa a malattia ipercinetica, in un continuo oscillare tra analisi clinica e giudizio morale
Recenti pubblicazioni mettono discussione la produzione scientifica sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Le diagnosi a milioni di persone nel mondo alimentano un gigantesco mercato di psicofarmaci
Le cinque giornate di lutto nazionale per il papa sono solo la punta dell’iceberg di una serie sconcertante di provvedimenti clericali dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. E l’opposizione resta inerte
Non basta insegnare i valori democratici: l’istruzione deve essere strutturalmente equa, inclusiva e partecipativa
I provvedimenti del ministro Valditara che affrontano le crisi degli studenti con misure repressive e divieti sembrano ignorare, o peggio non comprendere, le reali cause del disagio adolescenziale
Come si può intitolare Adolescence il racconto di un femminicidio? Identificare un’intera generazione con un fenomeno criminale è profondamente scorretto a livello scientifico, psicologico e anche statistico
In una società che invecchia come la nostra, la narrazione che viene fatta dell’adolescenza è sempre più in termini allarmistici e neganti. Cosa c’è dietro a questo sguardo negativo degli adulti? E come stanno davvero i giovani? Lo abbiamo chiesto alla psichiatra e psicoterapeuta Francesca Fagioli
«Siamo docenti del Liceo Machiavelli di Firenze, educatori ed educatrici: non possiamo più tacere, pena contraddire la nostra identità e il nostro ruolo, di fronte all'immane massacro che si compie ogni giorno nella striscia di Gaza», si legge ad incipit dell'appello lanciato da una sessantina di docenti delle scuole di Firenze