La strage di Cutro poteva essere evitata, dice la nuova segretaria del Pd Elly Schlein. "Dobbiamo costruire una forte opposizione a questo governo di destra e una alternativa in nome dei diritti civili, sociali e dell'ambiente, costruendo una nuova collettività politica progressista"
Meloni non ha trovato un secondo per rendere omaggio alle vittime della strage di Cutro. Ha trovato comunque il tempo di passare da lì per riunire un Consiglio dei ministri che sarà ricordato come l'imbarazzante apice della retorica e dell'ignoranza sui temi migratori
Dopo il naufragio davanti alle coste calabresi, è nata la Rete 26 febbraio i cui volontari stanno aiutando i familiari delle vittime e i superstiti. «È difficile gestire così tanto dolore», racconta Manuelita Scigliano (Sabir). Sabato 11 la manifestazione nazionale a Cutro: «La società civile deve fare pressione sulla politica», dice Francesco Turrà (Jobel)
Immigrazione. Il Pd e il Terzo polo, a corto d'idee, riesumano la proposta Ero straniero depositata da Magi nel 2017 e sponsorizzata dalla Chiesa che vuole mettere le mani sulla gestione dei flussi migratori "regolari"
Meno soldi a meno persone. Questa è l'idea di reddito di cittadinanza della destra in ossequio ai padroni. Una soluzione banale di una classe dirigente banale
La voce diffusa, quindi il pensiero sottostante, è che la presidente del Consiglio sia un'abilissima politica che è incappata in una squadra di governo sfortunata, in ministri che non sono all'altezza. Nessuno che si prende un minuto per riflettere sul fatto che Meloni è stata partorita dalla cultura delle persone di cui è circondata
La regista e attivista brasiliana Christiane Jatahy porta al Piccolo di Milano il suo nuovo lavoro Depois do silêncio che conclude la Trilogia dell’orrore. Qui parla della dimensione politica del suo teatro e dei nodi storici irrisolti del Brasile riguardo la discriminazione delle donne e delle minoranze
Il progetto di rigenerazione urbana attorno alla Stazione Tuscolana a Roma prevede lo sgombero di un luogo che rappresenta un’esperienza pluriennale di cittadinanza attiva a livello culturale e sociale
C’è un’idea di fondo che pesa come un macigno su uno dei principali obiettivi del Pnrr. Ed è un problema culturale, di visione antropologica. Perché se da un lato “in nome dell’Europa” viene proposta la libertà di impresa, dall’altro questa è da limitare perché ci sarà una inevitabile corruzione diffusa
Nei progetti selezionati per il Piano nazionale di ripresa e resilienza non viene data adeguata importanza alla qualità architettonica. E non c’è traccia della partecipazione attiva della cittadinanza. L’insieme degli interventi appare come un grande piano di rammendo, senza una visione complessiva di ciò che serve al territorio