Tutto fa pensare che, proprio perché il mondo è ormai ineludibilmente multipolare dal punto di vista economico, gli Stati Uniti, avendo perso il primato, vogliono fare in modo di restare l’unica e dominante super-potenza militare
E allora la domanda è semplice: che fine ha fatto l’«Europa geopolitica» promessa dopo l’invasione del 2022? Se non riesce a produrre un suo piano, se interviene solo per correggere gli eccessi dei piani altrui, se reagisce invece di guidare, la sua irrilevanza non è un destino ma una scelta quotidiana
Il principio di Badinter e il Balancer garantiscono rappresentanza a slavi, albanesi e turchi in un Paese che non ha mai avuto una propria statualità. Ma la paura del conflitto non basta: i nazionalismi premono e l’Unione europea resta alla porta
Il premier Milojko Spajić, 38 anni, guida il progetto politico “Europa Ora”: sanità rafforzata, stipendi triplicati, euro già in circolazione, ingresso nel sistema Sepa e nuovi accordi energetici con l’Italia. Ma l’ingresso in Ue richiede molto di più, a partire dal vincere
la battaglia contro corruzione e lavoro nero
A trent’anni dagli accordi di Dayton, quale futuro per i Balcani e per la Serbia, dove le proteste di piazza chiedono democrazia?
Gli accordi salvarono migliaia di vite ma congelarono il conflitto della ex Jugoslavia, lasciando alla Bosnia un’eredità di corruzione, divisioni e instabilità. Oggi le parole di Dodik, capo della Republika Srpska, sono intrise della stessa ideologia ipernazionalista che già incendiò i Balcani
Prevale la legge del più forte e i crimini di guerra si consumano nell’indifferenza. Dobbiamo combatterla, oggi più che mai, in ogni modo possibile
Il genocidio in Palestina e l’ignavia complice della Ue sta smuovendo le coscienze di milioni di persone rimaste umane. Come dovrebbe essere naturale per l’Europa che è nata combattendo un genocidio
La Francia oggi è governata da un presidente che nessuno può sfiduciare e da un Parlamento che non riesce a costruire maggioranze. Il risultato è la paralisi: bilanci bloccati, leggi respinte, governi bruciati in poche settimane
Nel trentennale del genocidio dei bosgnacchi a Srebrenica, lungo la strada per Potočari ci sono centinaia di ritratti di civili serbi uccisi. Una provocazione che distorce la storia mentre l’Europa volta ancora lo sguardo













