Pian piano riaprono i musei. Se da un lato la pandemia ha mostrato la fragilità della gestione del sistema culturale, dall’altro è chiaro che si può ripartire soltanto dalla cura del paesaggio, delle città e dei centri storici
Dai romanzi alla militanza culturale. Quello della scrittrice nata in Italia da genitori somali, è un lavoro costante sulla memoria di un Paese che negli anni Trenta «divenne un mostro coloniale che perpetrò violenze indicibili in Africa»
Dal Cilento arriva una proposta per rendere possibile la didattica in presenza. La preside Maria De Biase: «Sfruttiamo gli spazi esterni per realizzare aule didattiche ambientali»
Dopo aver disquisito a debita distanza su cosa fosse “bene” o “male” per Taranto, il Covid-19 ci porta ad affrontare lo stesso problema dei suoi cittadini. Mantenere invariato il tenore di vita rischiando l’esistenza nostra e dei nostri cari, o ripartire da dove eravamo rimasti prima di diventare “moderni”?
L’Italia è un Paese senza memoria o con una memoria programmata, che produce icone e cancella o sbiadisce la realtà.
I decreti che servono per gestire la pandemia non possono non tenere conto dell’infettività mafiosa in Italia e dell’esperienza che le cosche hanno accumulato sul campo. E invece mai nemmeno un accenno dal governo e dalle opposizioni
In un momento di grandissima difficoltà, laddove l’aiuto dello Stato avrebbe dovuto essere decisivo per salvare vite umane, sprofondate d’improvviso in un abisso di povertà, si è continuato a “fare differenze”
Siamo di fronte ad un’occasione da non mancare. Il Mezzogiorno, grazie alla bassa penetrazione dell’epidemia, può diventare il volano del rilancio per tutta l’Italia. Basterebbe ripartire da pochi imperativi: lavoro, giustizia sociale, ambiente, lotta alle mafie
La Lega alla Camera si è scagliata contro l'intervento di Ricciardi (M5s) critico verso il modello lombardo, esigendo silenzio in nome del rispetto delle vittime del virus. Un modo per sviare l'attenzione dalle proprie responsabilità
«Le risorse europee per il Meridione restano al Sud e vanno spese», dice il ministro Giuseppe Provenzano a Left e aggiunge: «Non esiste ricostruzione senza giustizia sociale e ambientale»