Una proposta di legge in materia di tutela dei centri storici è il tema del colloquio tra l'archeologa Maria Pia Guermandi e l'urbanista Vezio De Lucia
Ha parlato di «buoni sentimenti» e di «valori positivi», ha spiegato che vivere in una comunità significa «condividere valori, prospettive, diritti e doveri» e...
Gao Xingjian, premio Nobel per la letteratura, autore dal linguaggio pluridisciplinare, lancia un appello: «Gli intellettuali non possono cambiare il mondo ma possono creare opere universali che poi incidono nel cambiamento della società»
«Fondamentalismo e imperialismo sono alla base del disastro afghano. In Europa ne vedete i risultati con l’arrivo dei tanti rifugiati» dice l’attivista ed ex parlamentare a Kabul, Malalai Joya, che denuncia gli affari sporchi dell’Occidente con i signori della guerra. Nemica giurata dei talebani non è mai fuggita dalla sua terra
«Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa...
“Stay human”, così si concludevano i racconti da Gaza di Vittorio Arrigoni. Abbiamo chiesto a sua madre come tradurre oggi quelle parole così potenti. Portatrici di un messaggio che vive ancora nei gesti di Ahed Tamimi e di Silvia Romano
A colloquio con l’illustratore Fabio Magnasciutti autore del calendario da tavolo, staccabile, che per 12 mesi accompagnerà i lettori di Left. «Nei miei lavori - racconta - c’è sempre stato come punto di riferimento Gianni Rodari»
L’ex militare neo presidente utilizza il nazionalismo per sottomettere il Paese agli interessi Usa. Con la complicità della Chiesa pentecostale. Parla la leader di sinistra, che promette opposizione dura, dopo che la coalizione per cui era candidata è stata sconfitta
L’avanzata delle destre e del neoliberismo in America latina, la pace in Colombia, le difficoltà del Venezuela e l’eredità di Hugo Chávez, il futuro dell’Uruguay. Qual è la visione di Pepe Mujica? Ne parliamo con Kintto Lucas, autore di un libro scritto con l’ex presidente contadino
Dalla strage del ’99 nel Cpt di Trapani fino a oggi la storia dei disumani centri per migranti
Stefano Galieni -
Nella notte tra il 28 e 29 dicembre morirono nel rogo della loro cella sei ragazzi tunisini: Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nasim. Ora quei luoghi di detenzione amministrativa, bubboni della democrazia, si chiamano Centri di permanenza per i rimpatri e stanno riaprendo un po' ovunque













