Sei punti per ricostruire la sinistra facendo opposizione al governo populista. Niente “fronti democratici” e ammucchiate varie. E lasciamo al loro destino Pd, Leu e compagnia
Nulla può giustificare aperture di credito verso una coalizione politica a traino leghista. Bisogna definire una alternativa, unendo gli sconfitti della globalizzazione. Il parere di Giovanni Paglia, di Sinistra italiana
Rsu e delegati Cgil firmano un documento sollecitando il maggiore sindacato dei lavoratori a un nuovo partigiano impegno. Contro il Jobs act e la riforma Fornero, per il ripristino dell'articolo 18. Ma anche guardando oltre
Se si vuole davvero ricostruire la Sinistra e il Paese bisogna partire dallo scollamento fra parole e fatti, dall’abisso fra realtà e media, dalla divaricazione fra classi popolari e ceto politico che non le rappresenta più. Partendo dal basso, dagli esclusi, dalle periferie d’Italia, dai giovani e dalle donne, dai lavoratori sfruttati e senza diritti
«Nelle scuole e nel sociale vedo tanti giovani impegnati» dice Gustavo Zagrebelsky. «Aprendo a loro, la politica può ritrovare le energie che ha perduto e allargare la base democratica». E su Grasso: «Le sue dimissioni dal Pd un atto di dignità istituzionale. Ma che possa essere davvero leader d’una sinistra che rinasce dalle sue ceneri, a me pare francamente improbabile»
Una lista e un partito di sinistra. Obiettivi importanti che non si realizzano sacrificando sull'altare di una tornata elettorale la radicalità sui contenuti
L'avvocato Besostri nel suo ottimo e analitico commento all'assemblea del 3 dicembre convocata da Mdp, Si e Possibile evidenzia alcune chiare criticità nell'appello che la ha lanciata, auspicando che le si superino e considerando quella...
«La presentazione di una lista unitaria è condizione necessaria ma non sufficiente» scrivono su Left Felice Besostri e Umberto Merisi, rivolgendosi a Roberto Speranza, Giuseppe Civati e Nicola Fratoianni. «Il progetto della lista e quello di una nuova formazione politica debbono andare insieme».