Violenza sulle donne nella Chiesa cattolica: Il “caso Rupnik” è solo una punta dell’iceberg
Left Redazione -
«Il caso Rupnik non deve essere trattato secondo gli stili discorsivi cari alla cronaca scandalistica. È fondamentale che sia invece messa in luce la struttura che permette tali abusi, che li copre con l’omertà, che per secoli è stata complice, se non prima responsabile. È la struttura misogina gerarchica clericale che inferiorizza donne e laici, considerandoli a “propria disposizione”»
Parti lese sono i militanti della sinistra che hanno visto, per dolo e colpa grave, cestinare la questione morale posta da Enrico Berlinguer
Gianni Cuperlo: «La dimensione etica è inderogabile a sinistra». Sarà lui la sorpresa al congresso Pd?
Simona Maggiorelli -
Questione morale, la manovra della destra al governo, i problemi reali del Paese. Ne parliamo con Gianni Cuperlo, deputato Pd e possibile candidato alla segreteria
ProVita attacca i diritti degli studenti transgender e chiede aiuto al ministro del “merito”
Chiara Sità -
L’associazione cattolica ha diffidato le scuole che riconoscono agli studenti transgender il diritto di cambiare il proprio nome sul registro elettronico rispetto all’identità anagrafica (cd. carriera alias) e punta sulla sponda di Valditara
Se è vero che a padre Marko Rupnik, per due volte negli ultimi tre anni, è bastato dichiararsi pentito di fronte ai suoi superiori per evitare guai seri, e che diverse accuse contro di lui riguardano fatti risalenti ai primi anni Novanta, quante sono le donne vittime di questa sconcertante vicenda? Perché fino a oggi la Santa Sede non ha fatto trapelare nemmeno una sillaba? Sarebbe questa la trasparenza di cui abbiamo tanto sentito parlare durante il pontificato di papa Francesco?
Accuse a padre Rupnik anche in Italia, ma i gesuiti cercano di non far trapelare nulla. Cosa è accaduto nel Centro Aletti?
Federico Tulli -
Dopo le denunce per violenza e abusi psicologici delle suore della Comunità Loyola (reati prescritti), la drammatica testimonianza di una donna che per alcuni anni ha lavorato al Centro Aletti quando era diretto da padre Rupnik ed è dovuta «fuggire» per sottrarsi alle forti pressioni subite. «I gesuiti sanno che questa cosa non è accaduta solo a me». Le parole di un vescovo: «Rupnik è molto ben difeso»
Milano, ore 16,37. Tutto avviene in meno di un secondo. Il racconto dell'attentato neofascista alla Banca Nazionale dell’Agricoltura e dei depistaggi nelle indagini. La ricostruzione di un momento cruciale della storia italiana dal libro "Stragi d'Italia. Ombre nere. 1969-1980”
Immaginiamo quelli che in questi giorni stanno cercando un bambinello in porcellana per infarcire il presepe. Sulla Geo Barents ne è nato uno in carne, ossa e vagiti. Prendetevi cura di lui...
Padre Rupnik accusato di violenze da 9 suore, restano in vigore le misure cautelari dei gesuiti. Ma chi controlla?
Federico Tulli -
Un documento interno della Compagnia di Gesù conferma le accuse di violenza su alcune religiose slovene contro padre Marko Rupnik rese note in un nostro articolo del 2 dicembre scorso. L'indagine nei suoi confronti è partita da una denuncia presentata nel 2021 e al termine dell'istruttoria il reato è stato dichiarato prescritto. I gesuiti precisano che nei confronti del religioso restano comunque in vigore alcune misure cautelari. Ma come dimostra un documento che pubblichiamo in questo articolo non sembra che siano del tutto rispettate
Riccardo Noury: Dopo i mondiali dei diritti violati il mondo del pallone non sarà più come prima
Andrea Vitello -
«Non poche organizzazioni calcistiche europee presenteranno il conto alla Federazione rispetto alle dichiarazioni espresse e agli atteggiamenti e comportamenti che ha tenuto» dice il portavoce di Amnesty Italia, autore del libro "Qatar 2022, i Mondiali dello sfruttamento"













