Piccola e breve carrellata di notizie alla scoperta di un Paese in cui non si parla di un argomento, il lavoro, che a breve irromperà nella scena politica e nel dibattito pubblico e sarebbe bene...
La quasi totalità dei lavoratori ha approvato l’accordo siglato al Mise con Qf, la nuova proprietà. Ora l’azienda di Francesco Borgomeo e il governo lo devono applicare per consentire la ripresa dell’attività e garantire la continuità occupazionale
I ragazzi devono potersi prendere il loro tempo per studiare. Importante è la conoscenza, non l’acquisizione di competenze. «La scuola deve sostenere il libero sviluppo della personalità degli studenti», dice lo storico Adriano Prosperi
Il rapporto tra istruzione e formazione e lavoro va rimodulato completamente, puntando sulla centralità della scuola
La Procura della Repubblica ha chiesto l'archiviazione della querela presentata dall'ad Naldi nei confronti di chi aveva espresso critiche ai progetti per lo scalo fiorentino. Ma la società ha fatto ricorso. Il 26 gennaio il Tribunale di Pisa dovrà pronunciarsi
In due anni di pandemia il governo non ha ridotto il numero degli studenti in classe, assunto nuovi professori e migliorato gli impianti di aerazione. Ma tra le tante criticità irrisolte del mondo della scuola c’è sicuramente anche lo sfruttamento del personale docente precario
Se analizzati con attenzione, i dati Istat che parlano di un consistente aumento degli occupati a novembre non sono così positivi come potrebbe sembrare
I nuovi contagi sono schizzati e tra le cose di buonsenso da fare c'è lo smart working. Lo hanno chiesto alcuni sindacati e anche il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta si è espresso a favore. Ma per il ministro Brunetta invocare lo smart working è «incomprensibile»
Mario Draghi ha detto che il Superbonus edilizio ha incentivato le frodi e il ministro Orlando ha parlato di una misura che ha come corollario il rischio di un aumento degli incidenti sul lavoro. Intanto, però, è stato prorogato così com'è
La proposta della Commissione europea sui gig workers va nel verso giusto, ma la politica deve giocare d’anticipo tutelando sin da subito i diritti dei rider