«Smonteremo la condanna in primo grado», avverte il legale dell’ex sindaco di Riace, Giuliano Pisapia. E anticipa la strategia che utilizzerà in appello per capovolgere «una sentenza lunare»
I quattromila migranti disperati che si trovano bloccati al confine tra Bielorussia e Polonia sono usati come armi da fazioni in guerra tra loro. La loro disumanizzazione è ormai completata
Si chiamano Multi purpose reception and identification centers e sono finanziati con soldi dell’Unione europea. Nell’isola di Samos dovrebbero fungere da nuove strutture d’accoglienza per migranti. In realtà sono molto simili a centri di detenzione a cielo aperto
Da una parte Londra intensifica la strategia dei respingimenti nei confronti dei migranti che tentano di attraversare il canale della Manica. Dall’altra ha disperatamente bisogno di lavoratori stranieri, dopo che a causa della Brexit decine di migliaia se ne sono dovuti andare
L’Ungheria e altri undici Paesi a guida reazionaria e xenofoba vogliono impedire l’ingresso in Europa a chi fugge dal terrore dei talebani, chiedendo all’Ue fondi milionari per erigere muri. La risposta pilatesca di Bruxelles: niente soldi, semmai costruiteveli da soli
Mentre l’Italia si barcamena in tema di immigrazione con la legge Bossi- Fini, Mimmo Lucano agisce la concreta possibilità di realizzare i principi della Costituzione in tema di diritti umani. Occorre un cambio di rotta nel pensiero a sinistra
Mimmo Lucano è stato condannato in primo grado di giudizio a 13 anni e due mesi. Le sentenze non si commentano ma si possono confrontare. Luca Traini, che a Macerata nel 2018 sparò per strada contro alcuni immigrati e ne ferì sei, è stato condannato in via definitiva a 12 anni
Mentre si tenta di instillare almeno il senso minimo di umanità e accoglienza, ci ritroviamo a uno stadio successivo in cui le migrazioni vengono usate come armi bianche. Come spiega bene la politologa Usa Jelly M. Greenhill nelle sue ricerche
Costruire filiere agroalimentari pulite, dove i diritti dei lavoratori siano garantiti, promuovendo prodotti No cap. È il progetto dell’attivista e scrittore che nel 2011 organizzò lo sciopero dei braccianti di Nardò
Si moltiplicano le difficoltà per giornalisti e attivisti che vogliono accedere ai Centri per il rimpatrio, luoghi dove i diritti delle persone "trattenute" sono regolarmente sospesi. Per questo il 15 settembre hanno chiesto in massa di entrare. Mentre un dossier a cura del senatore Gregorio De Falco descrive le condizioni del Cpr di Milano