Dopo le tensioni con la Francia, con l’Austria e con la Grecia (dove, per la verità, a rispedire indietro i richiedenti è l’Italia), e dopo il muro annunciato dall’Ungheria di Orbán, adesso è il turno della Svezia.
Dicono le leggi del giornalismo che sarebbe ora di smettere di parlare della Grecia, che ora ci sarebbe da aspettare il risultato del referendum e quel che è detto è detto e quel che è...
Io non so se avete avuto occasione di leggere il documento su cui la Grecia di Tsipras e la tecnocrazia europea stanno trattando le fasi finale della diatriba iniziata proprio con l’elezione (democratica) del leader...
“Cambia la Grecia, cambiamo l'Europa”, la sinistra in piazza nella giornata europea di mobilitazione per il popolo greco e contro l’austerity imposta dalla Troika.
Il compito principale di una sinistra rinnovata è quello di mostrare il filo rosso che lega l’impegno per la pace e per il dialogo fra le religioni e fra i popoli e lo sviluppo sostenibile. Fra la messa in sicurezza del territorio e la salvaguardia dell’ambiente e la possibilità di creare nuovo lavoro, e nuova cultura, e nuova ricerca. L’anno che verrà ci dirà se questo progetto è perseguibile dentro il quadro dei partiti e delle forze politiche esistenti. O se sarà necessario pensare alla nascita di un nuovo soggetto politico.
Molti di quelli che vedevi in piazza erano gli stessi che facevano le feste dell’Unità e le campagne elettorali della sinistra. I primi voti che il Partito democratico non ha più ritrovato nelle urne erano probabilmente in quella piazza. Voti di cittadini che non avevano voglia di abbandonare il Pd. Semplicemente hanno preso atto che il Pd, o per lo meno chi lo dirige, ha abbandonato loro.
Fortunatamente in Italia è in campo anche la sinistra sociale dei lavoratori dipendenti e autonomi, dei disoccupati, degli studenti, ma deve trasformare in proposta politica la rabbia delle nostre periferie e dell’Italia sott’acqua. Per far nascere nuovo lavoro, nuova ricerca, nuovo sapere. Nuova speranza di un presente e di un futuro diverso.
Scaduto il semestre italiano di presidenza Ue a fine anno si starà con il fiato sospeso. Forse. In verità tutti i tasselli potrebbero essere pronti per accogliere l’ultimo tessera del mosaico che consentirà a Renzi di giungere, forse, al 2018.
Un magistrato integerrimo sul palco della Leopolda è un segnale che giova a Renzi, ma incrina l’idea che la nuova Autorità anticorruzione sia il cane da guardia del governo e della politica.