Anche quest’anno abbiamo già bruciato tutte le risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare in 12 mesi
Guido Marinelli -
L’Earth overshoot day del 2022 cade il 28 luglio. Tra poco più di una settimana l’umanità avrà consumato tutte le risorse ecologiche che la terra è in grado di rigenerare nell’anno. Fino al 31 dicembre 2022 (circa il 43% del tempo) l’umanità consumerà il capitale naturale e ambientale delle future generazioni e quello delle altre forme di vita presenti sulla Terra.
Il Parlamento europeo ha deciso che gas e nucleare sono fonti energetiche sostenibili. Il voto di 328 parlamentari comporterà quindi l’inevitabile aumento dei gas serra e il ritardo nella decarbonizzazione. L’ennesimo schiaffo all’ambiente e alla salute
I giudici britannici hanno ordinato al governo di spiegare per filo e per segno le politiche ambientali adottate contro le emissioni. Se anche i nostri politici fossero incalzati su questo...
Se stabiliamo un rigoroso tetto massimo alle emissioni di CO2 e usiamo gli introiti della carbon tax per ridistribuirli a tutti i cittadini sotto forma di uguali dividendi procapite, possiamo lasciare aumentare il prezzo dell’energia e ottenere al contempo una maggiore giustizia sociale
La crisi idrica ha colpito anche l’industria energetica italiana, rallentando e talvolta fermando l’attività di centrali idroelettriche e termoelettriche. Così smarcarsi dal gas di Putin rischia di farsi più complesso. «Ma le rinnovabili potrebbero aiutarci» spiega l’analista e direttore di QualEnergia Sergio Ferraris
Commentando la più grave crisi idrica degli ultimi decenni, ampiamente prevista dai report scientifici, il ministro Cingolani ha detto: «Speriamo che sia una cosa contingente». Sono le istituzioni le prime a chiudere gli occhi di fronte al climate change, denunciano gli attivisti di Extinction rebellion
La corsa alle fonti fossili, innescata dalla crisi energetica, sta ostacolando il percorso dell’Ue verso la limitazione delle emissioni di gas serra. «Il patto europeo per la decarbonizzazione potrebbe venire annacquato a causa della guerra» denuncia il fisico climatologo Antonello Pasini
Il climate change, non governato, provoca tensioni e conflitti per accaparrarsi le risorse che stanno sparendo. Mentre la distruzione provocata dalle guerre, a sua volta, genera inquinamento e degrado naturale. È un circolo vizioso che va rotto, una volta per tutte
Realizzare nuovi rigassificatori per sostituire in fretta il gas e petrolio russo, trivellare qua e là alla ricerca del poco metano rimasto. Sono le scelte arretrate di un esecutivo che non punta alla indipendenza energetica. Che si ottiene solo con le rinnovabili
Fumata nera per la riforma del mercato delle emissioni di CO2. Al Parlamento europeo è andata in scena l’ennesima puntata della finzione ecologista dei governi bravi a sventolare buoni propositi e poco altro













