A Bolzano, una città piena di turisti e mercatini per le feste di fine anno, un giovane egiziano arrivato dalla rotta balcanica ha chiesto aiuto ma i dormitori erano tutti pieni. Da tempo l'associazione Bozen solidale aveva lanciato l'allarme sulla mancanza di strutture di accoglienza
La free-climber, unica professionista iraniana, ha deciso di lasciare il suo Paese: «Quando Mahsa Amini è stata uccisa, ho detto basta di fronte a questa enorme oppressione. Ora voglio essere la voce del mio popolo che chiede diritti»
Immaginiamo quelli che in questi giorni stanno cercando un bambinello in porcellana per infarcire il presepe. Sulla Geo Barents ne è nato uno in carne, ossa e vagiti. Prendetevi cura di lui...
Un documento interno della Compagnia di Gesù conferma le accuse di violenza su alcune religiose slovene contro padre Marko Rupnik rese note in un nostro articolo del 2 dicembre scorso. L'indagine nei suoi confronti è partita da una denuncia presentata nel 2021 e al termine dell'istruttoria il reato è stato dichiarato prescritto. I gesuiti precisano che nei confronti del religioso restano comunque in vigore alcune misure cautelari. Ma come dimostra un documento che pubblichiamo in questo articolo non sembra che siano del tutto rispettate
Guidano un taxi, si occupano di energia solare e di telefonia. Tre donne nella Striscia di Gaza si sono realizzate nel lavoro, nonostante i pregiudizi della propria comunità e le limitazioni dovute all'occupazione militare israeliana. Ecco le loro testimonianze
Violenza sessuale e manipolazione. Sono queste le pesanti accuse da parte di diverse suore della Comunità Loyola contro padre Marko Ivan Rupnik, gesuita, artista religioso, teologo e consigliere di papa Francesco. I fatti sarebbero accaduti sin dai primi anni 90. Non è escluso che il potente prelato sia stato già condannato dal tribunale della Compagnia di Gesù, ma sia i gesuiti che il Vaticano stanno provando a non far trapelare nulla. Sarebbe questa la trasparenza e la tolleranza zero invocata da Bergoglio?
Condizioni di vita disumana, sfruttamento e resistenza attraverso l’arte. In Cina cresce una originale produzione poetica diffusa su internet ma anche in riviste letterarie. Gli autori spesso sono migranti interni, strappati dalle campagne e trapiantati in contesti urbani stranianti
Repressione, controllo, censura. Specie nelle università, diventate osservate speciali. Il pugno duro di Pechino si fa sempre più sentire, denuncia Ilaria Maria Sala che da molti anni vive e racconta l’ex colonia inglese
«Per i media Taipei è solo una carta nel gioco geopolitico tra Usa e Cina, ma è falso», dice lo scrittore Chi Ta-wei, autore di "Membrana", romanzo cult del 1995 in cui prefigurava lo scenario contemporaneo, tra crisi climatica e conflitti