Il presidente Erdogan punta deciso sulla costruzione di una centrale nucleare per garantirsi il sostegno degli oligarchi dell’energia alle prossime elezioni. E poco importa se il Paese è a forte rischio sismico e non è preparato a gestire le scorie e se il 64% dei turchi è contrario. Per lui si tratta di «traditori»
I migranti bloccati alla frontiera tra Polonia e Bielorussia sono figli dei conflitti nel Kurdistan, nel Pakistan, nell’Afghanistan tornato in mano ai talebani e aggredito dalla fame. Schiacciati dai giochi politici dei governi e delle ideologie. E Varsavia annuncia la costruzione di un muro di confine
Lo sconcerto e la disperazione dei profughi ammassati al freddo, senza acqua e cibo, alla frontiera tra Polonia e Bielorussia. Molti di loro sono donne e bambini in fuga da conflitti. «Qui - raccontano - ogni tipo di aiuto viene ostacolato e vietato». Perché l’Europa compie crimini come questi?
La Polonia costruisce un muro per respingere i profughi che la Bielorussia usa come strumento di ricatto contro le sanzioni Ue. Purtroppo non è una novità. Lungo i 9mila km di confine terrestre dell’area Schengen ci sono già 1500 km di barriere e filo spinato. Al resto, nel Mediterraneo, ci pensano Erdogan, le milizie libichee Frontex. La disumanità finanziata con i soldi di Bruxelles
La sentenza della Corte costituzionale tedesca sul programma di acquisto dei titoli pubblici da parte della Bce ha introdotto limiti generali per un'ulteriore integrazione europea. L'analisi del parlamentare di Die Linke
La speculazione selvaggia, favorita dalle politiche abitative, attanaglia il mercato immobiliare con il risultato che gli affitti sono diventati carissimi e quasi un’abitazione su dieci è vuota. Così il governo di Dublino nega un futuro ai giovani e ai più poveri
Gli impegni annunciati da capi di Stato e di governo non corrispondono alle loro intenzioni. Le decisioni su come governare il clima che cambia continueranno a essere prese nei consigli di amministrazione delle grandi imprese energetiche
I quattromila migranti disperati che si trovano bloccati al confine tra Bielorussia e Polonia sono usati come armi da fazioni in guerra tra loro. La loro disumanizzazione è ormai completata
«Chiedo alla comunità internazionale di non riconoscere il nuovo governo talebano», dice Maryam Barak. All’assemblea delle donne della Flai Cgil la giornalista afgana rifugiata in Italia ha parlato della sua esperienza, dalla caduta dei fondamentalisti nel 2002 al loro
recente ritorno al potere. E qui la ripercorre per i lettori di Left
La riforma del lavoro allo studio del governo può mandare in soffitta le norme introdotte dal Partito popolare nel 2012, che hanno aumentato precarietà e disuguaglianze. Ma Sánchez deve fare i conti con le tensioni interne e le pressioni di Bruxelles













