La Germania per la prima volta ammette formalmente il genocidio compiuto in Namibia all’inizio del Novecento. Oltre le parole, Berlino intende pagare più di un miliardo in aiuti come risarcimento. Ma secondo le popolazioni coinvolte si tratta di un’operazione di facciata, per aumentare l’egemonia politico-economica tedesca nell’area
Dopo le rivolte palestinesi di maggio e l'attacco israeliano su Gaza, le idee e le speranze di una nuova generazione di ebrei e palestinesi che vive in Italia e nel mondo
L’Ong fondata da Gino Strada ha aperto un ospedale in Uganda. Progettata da Renzo Piano, la struttura specialistica per la cura di malattie infantili è anche un centro di formazione per il personale sanitario locale. Ne parliamo con la presidente Rossella Miccio
È passato un mese dallo sconcertante e inaspettato insediamento di Mario Vattani a capo dell'Ambasciata italiana a Singapore ma (fortunatamente) non si è placata l'indignazione della società civile. In pochi giorni una petizione su change.org...
Dopo la rinuncia di Pablo Iglesias, si sta profilando nel partito una nuova leadership collettiva. Al femminile
«Facciamo il possibile per colmare un vuoto che dovrebbe essere di pertinenza di governi e istituzioni competenti» denuncia Nicolò Govoni, candidato al Nobel per la pace 2020 e presidente della Ong “Still I rise” presente in Grecia e altri Paesi interessati da flussi migratori
Dall’India al Perù, viaggio tra le abitazioni di popoli indigeni che utilizzano materiali naturali creando capolavori di architettura vernacolare. Un rapporto armonico con l’ambiente che può servire per ripensare lo spazio abitativo in questo momento di crisi climatica e pandemica
Il 65% dei migranti africani si muove all’interno del proprio continente. Meno di una persona su 5 sceglie l’Europa come meta finale. E di queste solo il 6% esce dall’Africa in maniera “irregolare”. Il 94% infatti lascia temporaneamente il proprio Paese per motivi di studio o lavoro
Se i Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo tentano di raggiungere rapidamente un accordo Ue per la ripartizione dei profughi, il silenzio dei Paesi del Nord, la contrarietà di quelli orientali e la freddezza tedesca, non fanno ben sperare
Circa 1.200 feriti, 17 ospedali e 53 scuole danneggiati, mezzo miliardo di dollari di danni totali. Bastano queste poche cifre su Gaza per mandare in frantumi la propaganda israeliana, che parla "operazione chirurgica" e di "bombe intelligenti"