Per la legge non sono da considerare tra le 135 “razze nazionali”. E per il loro governo non sono da considerare neanche un popolo. Viaggio tra i musulmani Rohingya, la gente più bistrattata e perseguitata del Myanmar
Incarichi, poltrone, consulenze. Il caso delle dimissioni in Rai di Verdelli è per molti il primo sintomo di una crisi del potere renziano. Ma non è proprio così. Il governo fotocopia, con tutte le sue incognite, è ancora un Renzi bis senza Renzi
È arrivata all’improvviso la post-verità, come un temporale d’estate. Ma non mancavano le avvisaglie. La tempesta generata da bufale e fake news infatti era...
Contrasto delle migrazioni “irregolari”, gestione dell’ordine pubblico e repressione del dissenso. Con Marco Minniti al Viminale si annuncia un giro di vite alla vigilia di importanti appuntamenti come il G7 a Taormina e le elezioni politiche
Da giorni sulle prime pagine dei giornali per una querelle con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, a Roberto Saviano abbiamo chiesto di spiegarci le sue ragioni. Ma siamo finiti a parlare del suo ultimo libro, di Italia, di politica, di America e di post-verità
Sergio Staino al Nazareno con Matteo Orfini
L'Unità pare chiuderà (ancora). Il Partito perde iscritti (ancora). Le due cose sono ovviamente legate. E, con tutte le attenuanti del caso - la crisi dei giornali, la crisi dei partiti - le responsabilità sono politiche
Dopo il 4 dicembre in molti invocavano i referendum di primavera della Cgil come l'occasione per dire un altro no alle politiche del governo. Ma la Consulta ha ammesso solo due quesiti su tre. Che restano però un'occasione da non sprecare. Ne parliamo con Pippo Civati
Trump ha promesso di passare la gestione del suo impero ai figli (e di non vendere nulla). Illegale dicono i costituzionalisti. E poi si è lanciato contro Cnn
«Potevano farla prima, quando i problemi sono cominciati e concentrarsi solo sulle banche in crisi». Giulio Marcon, deputato di Sinistra italiana commenta un'operazione che rischia di essere solo di facciata
La Corte respinge il quesito sul jobs act. Il governo brinda - e punta a evitare anche quello superstite sui voucher - e le opposizioni parlano di sentenza politica. In realtà, però, era più una sentenza annunciata