Il mix tra climate change, pandemia e guerra ha provocato crisi economiche e alimentari con effetti devastanti sulla salute delle persone nelle aree più vulnerabili del mondo. Le sette maggiori economie non possono più permettersi di girarsi dall’altra parte. Ecco l’analisi di due delegate dell’Y7, il “summit parallelo” dei giovani dei Paesi più industrializzati
Si conclude il 15 giugno a Ginevra l’incontro interministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio. In agenda, la crisi alimentare causata dal conflitto russo-ucraino. E anche la ricerca delle soluzioni per regolare i mercati dominati dalla speculazione
Nel 2050 gli abitanti della terra saranno 10 miliardi. «Dobbiamo trovare nuovi modelli di produzione agricola sostenibile preservando la biodiversità e l’ambiente» avverte Maurizio Martina vice direttore generale della Fao
Quante incongruenze nel piano in 5 punti di mons. Zuppi, nuovo capo della Conferenza episcopale, per prevenire le violenze sui minori e documentare quelle avvenute negli ultimi 20 anni nella Chiesa italiana. Il silenzio, complice, dei media e delle istituzioni laiche
La causa principale della crisi alimentare globale che incombe non è il blocco dell’export dei cereali dall’Ucraina. Il vero problema è l’impennata dei prezzi provocata dalle speculazioni di chi lucra sulla durata del conflitto
Gli effetti collaterali della guerra in Ucraina stanno avendo pesantissime ripercussioni sulla qualità della vita della popolazione africana, già stremata da due anni di Covid e dalla siccità. Intere aree del continente sono state dichiarate dall’Onu e dalla Fao prossime alla crisi umanitaria per fame e decine di milioni di persone rischiano di morire. Ne parliamo con l’analista dell’Ispi, Lucia Ragazzi
La pandemia ha portato a galla disparità sociali mai risolte, anche nella terra del Dragone. Come la condizione di vita dei lavoratori immigrati, lontani dai loro luoghi d’origine, spesso senza tutele. Ecco cosa è accaduto a Shanghai durante l’ultima quarantena
La Cina accelera sulla produzione energetica ecosostenibile e per sviluppare il solare e l’eolico punta sullo Xinjiang. Dove si registrano da tempo le violazioni dei diritti umani nei confronti della minoranza islamica
Il dibattito sulla “cancel culture” dagli Usa si è diffuso anche in Europa. Secondo le destre vandalizzare o abbattere monumenti di personaggi che hanno esplicitamente appoggiato colonialismo, razzismo o sessismo sarebbe un atto aggressivo e totalitario. Ma la realtà è ben diversa. Come spiega la studiosa Neelam Srivastava nel libro a più voci "Non si può più dire niente?" edito da Utet, di cui vi proponiamo un estratto
La libertà di armarsi è considerata un diritto in America. Ma non basta limitare le armi per fermare le stragi. Bisogna occuparsi di malattia mentale. La violenza non è innata. Prevenire è possibile specie se si tratta di giovani. A colloquio con lo psichiatra Fernando Panzera













