Un'indagine di The Independent in collaborazione con Lighthouse Reports lo dice chiaro e tondo: i residenti ucraini di origine africana che hanno attraversato il confine per sfuggire alla guerra sono stati rinchiusi in centri per l'immigrazione,...
L'avevano ripetuto in molti che fidarsi dei Talebani mentre promettevano un Afghanistan "moderno" nei diritti sarebbe stato un errore enorme. Noi abbiamo fatto perfino di peggio, ce ne siamo proprio dimenticati.
E infatti ieri i talebani...
Come racconta il giornalista Lorenzo Tondo su The Guardian alle donne trans in Ucraina viene negato il passaggio in Paesi più sicuri, nonostante il loro status legale di donne e il pericolo rappresentato dalle politiche...
Mi si perdonerà se oggi decido di mettere questo spazio a disposizione di un'analisi di un giornalista che le guerre le vive per mestiere da anni, non un Giletti qualsiasi affamato di un reality con...
La giornalista Marina Ovsyannikova, studenti universitari arrestati ed espulsi. E poi l'attivista ambientale della città di Ufa. Piccole storie di coraggio guardando dritto negli occhi gli uomini di Putin
Le guerre non scoppiano perché leggiamo Dostoevskij, ma perché non lo leggiamo abbastanza. La crisi internazionale può essere l’occasione per ripensare e valorizzare il ruolo delle istituzioni culturali. Ma il ministero che fa?
Ammiccare alle insistenti richieste di Zelensky di una No-fly zone, ove il primo aereo abbattuto segnerebbe l’espansione della guerra, non è solidarietà ma sconsideratezza. L’aiuto al popolo ucraino si realizza con la negoziazione della fine immediata del conflitto
Anonymous, il movimento globale di attivisti hacker nato nel 2003, ha immediatamente preso posizione contro l’invasione dell’Ucraina e ha lanciato una serie di attacchi contro i siti governativi russi e alcuni mass media. Ma anche i semplici utenti del web si stanno mobilitando
«In Ucraina l’Occidente sta combattendo una guerra per procura. Putin è un criminale di guerra ma non lo fermeremo inviando armi agli ucraini». Si rischia un massacro di civili, denuncia lo storico dell’arte e rettore dell'Università per stranieri di Siena
Il crescente isolamento degli intellettuali e delle nuove generazioni. Le sanzioni che ricadono sul ceto medio, quello più contrario alla guerra, mentre gli oligarchi si tengono soldi e potere. Il racconto della regista russa: «Ci salverà la bellezza. Ovvero l’arte e la cultura»













