Il rapporto tra istruzione e formazione e lavoro va rimodulato completamente, puntando sulla centralità della scuola
Il ministro Speranza: «Il diritto alla salute mentale è un bene irrinunciabile»
Simona Maggiorelli -
Nella legge di bilancio sono stati stanziati 38 milioni per la cura delle patologie mentali di bambini e adolescenti e per l’accesso delle fasce più deboli a questo tipo di servizi, sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza, e aggiunge: «Dobbiamo fare di più, ma credo che questi siano segnali importanti, tutt’altro che scontati fino a pochi mesi fa»
L’idea del voucher per la psicoterapia, sebbene risponda a esigenze reali, rappresenta un’inefficace risposta. E favorisce processi di privatizzazione. Devono essere in primis le strutture pubbliche a garantire il diritto universale alla salute mentale
Ermes, operatore socio sanitario di Bologna, ha fatto la terza dose. Ma, ad un mese e mezzo dall'inoculazione, ancora non ha ricevuto il green pass. E la Regione non fornisce risposte
Il Covid, un certificato di guarigione arrivato due giorni dopo il tampone negativo, il solo Green pass valido 72 ore e il lavoro che salta. La pandemia burocratica ha delle chiare responsabilità
Nell’immediato il voucher appare una soluzione vincente. Ma si fonda su una logica
di mercato e a una più attenta riflessione rischia di ridurre il ruolo fondamentale del Ssn che rappresenta la migliore assicurazione a tutela di tutti i cittadini. Anche per la salute mentale
Centrodestra e Italia viva bocciano l'emendamento che avrebbe permesso di effettuare molecolari e antigenici nelle parafarmacie, aumentando la capacità diagnostica del 20%. Una scelta che tutela gli interessi di pochi
L’unico reale problema è che nella scuola ci si ritrova a inseguire il virus perché si è deciso di non prevenire. In 2 anni non è stato fatto nulla. Questa è la domanda che esigeva una risposta ieri in conferenza stampa di Draghi
Se stasera Mario Draghi dicesse di aver ricevuto dalla maggioranza il mandato di preferire il Pil alla salute pubblica sarebbe duro da accettare, ma almeno si avrebbe la sensazione di giocare a carte scoperte
In un momento di impennata del virus il governo poteva continuare sulla strada del Green pass oppure scegliere l’obbligo vaccinale per tutti. Ha scelto di non scegliere













