Alle Scuderie del Quirinale una grande mostra racconta l’impegno di funzionari, storiche e storici dell’arte che rischiarono la vita per salvare dalle razzie nazifasciste i capolavori custoditi nei musei della Penisola
Il ministro della Cultura Sangiuliano pensa a come sfruttare i musei per fare cassa, non a come rendere il patrimonio accessibile a tutti come è giusto e come prevede la Costituzione
I musei? Luoghi per soli ricchi. Il patrimonio artistico? Mero strumento economico e non di conoscenza o cittadinanza. A questo serve la cultura secondo il ministro Sangiuliano
Nella prefazione al catalogo Electa della mostra Arte liberata il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha l’ardire di omettere quale fosse la matrice di quel criminale attacco all’arte italiana: ovvero il nazifascismo. Scandalosamente, il ministro parla in modo generico di «arte liberata, salvata o recuperata dalle torbide minacce della Seconda guerra mondiale». E questo è solo uno dei tanti esempi di revisionismo del governo Meloni in tema di cultura
Il viaggio disumano dei migranti lungo la rotta balcanica, l'odissea di Patrick Zaki, la denuncia del razzismo. Due anni di storia recente raccontati dall'artista che ha scelto l'anonimato. E che è protagonista del film di Antonio Valerio Spera dal 2 febbraio in sala
Giornata della memoria: viaggio ad Amsterdam sulle tracce delle vittime dell'Olocausto
Non si spegne la polemica sull'uscita del ministro della Cultura, Sangiuliano. L’uso delle categorie moderne di destra e di sinistra è anacronistico, oltre che scorretto. L’autrice ricorda allora la lezione di Antonio Gramsci che diffida dei “professori rimminchioniti che si fanno delle religioni di un qualche poeta o scrittore e ne celebrano degli strani riti filologici”
Mentre aspetta in un’ansia crescente l’arrivo di Mašen’ka, la donna che è stata il suo primo amore e che oggi è la moglie di un altro, Ganin rivive la stagione trascorsa con lei, da adolescente
Secondo la vulgata di governo esisterebbe un'identità italiana, mono-linguistica e cristiana che si ritroverebbe in Dante. Ma oltre al dubbio che la lingua di Dante sia “autenticamente” italiana è importante ricordare quanto ibrido e poliglotta sia in realtà il poema che ha scritto
L’isola della Giudecca, a Venezia, si distingue dagli altri quartieri della città lagunare. Qui, nella sede veneziana dell'Ong, fino al 27 gennaio è possibile visitare la mostra di fotografie "All’ombra del baobab", dedicata alle attività dell'organizzazione fondata da Gino Strada nel continente africano