La brutalità del sistema carcerario britannico tra ’800 e ’900, la detenzione intesa come punizione, l’assoluta noncuranza verso la salute mentale dei detenuti. Ne hanno scritto, per esperienza diretta, Oscar Wilde, Bobby Sands e Laurence McKeown. Con parole ancora attuali
La tragica morte per setticemia di una giovane a cui è stato negato l’aborto di un feto malformato riporta in primo piano il movimento di All-Poland women’s strike. Un anno fa sembrava il segnale di un grande cambiamento culturale. Cosa non ha funzionato?
La speculazione selvaggia, favorita dalle politiche abitative, attanaglia il mercato immobiliare con il risultato che gli affitti sono diventati carissimi e quasi un’abitazione su dieci è vuota. Così il governo di Dublino nega un futuro ai giovani e ai più poveri
La lotta per l'emancipazione delle donne, gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo da parte di quelli ricchi (e inquinatori), l'abbandono effettivo dei combustibili fossili. Ecco le richieste e le idee di giovani arrivati alla Cop26 da tutto il mondo
Gli impegni annunciati da capi di Stato e di governo non corrispondono alle loro intenzioni. Le decisioni su come governare il clima che cambia continueranno a essere prese nei consigli di amministrazione delle grandi imprese energetiche
Dieci anni dopo i referendum contro la mercificazione dell'acqua, il premier Draghi, con il ddl Concorrenza, ripropone la stessa ricetta della famigerata lettera Bce all'Italia sulla necessità di privatizzare la fornitura dei servizi pubblici locali. L'allarme lanciato dal Forum dei movimenti per l'acqua
Perché per il Quirinale, invece di stravolgere la Costituzione, non si pensa a una donna, laica, progressista e ambientalista?
No alle proroghe automatiche e generalizzate (e ai privilegi) delle concessioni balneari. Lo hanno stabilito i giudici. E ora la politica deve decidere cosa fare
Presentando il ddl sulla Concorrenza il ministro Brunetta ha spiegato che i nuovi controlli alle imprese saranno annunciati in anticipo: «Prima di ogni controllo ci sarà una telefonata per programmarlo, specificarne la natura, individuarne i contenuti e i documenti necessari»
«Chiedo alla comunità internazionale di non riconoscere il nuovo governo talebano», dice Maryam Barak. All’assemblea delle donne della Flai Cgil la giornalista afgana rifugiata in Italia ha parlato della sua esperienza, dalla caduta dei fondamentalisti nel 2002 al loro recente ritorno al potere. E qui la ripercorre per i lettori di Left