«La Colombia è segnata da fortissime disuguaglianze. Il lavoro da fare è molto. Ma per la prima volta siamo una Repubblica democratica. È il giorno della nostra vera indipendenza» dice lo scrittore raccontando la vittoria alle presidenziali di Petro e Màrquez
Nel mondo il 29% delle scuole non ha accesso all'acqua potabile, mentre il 28% non dispone di servizi igienici di base, come indica l'ultimo monitoraggio di Unicef e Oms
Il sisma ha causato la morte di oltre mille afgani, di cui molti bambini, e migliaia di feriti. In un Paese che, nonostante le promesse, è stato abbandonato da tutti, nel silenzio dei media
«La neutralità ci ha permesso di avere un ruolo internazionale importante a difesa della pace» dice a Left Pål Brunnström, dirigente del Partito di sinistra svedese. «Per questo - aggiunge - per noi l’adesione alla Nato è incomprensibile». E non sono gli unici nel Paese a pensarla così
Tra chi si trova a combattere in trincea, tra vittime e carnefici, c’è anche chi vorrebbe tanto non imbracciare un’arma. Ma il mondo del dissenso e dei disertori viene inghiottito dal silenzio mediatico in questi mesi di dizionario bellico
La siccità crescente, i conflitti, la violazione sistematica dei diritti, la fame hanno spinto oltre 100 milioni di persone ad abbandonare le proprie case, i propri affetti, il proprio lavoro per sopravvivere. Un’emergenza che non risparmia nessun continente. Europa compresa
Cento milioni di persone costrette a spostarsi per sopravvivere saranno il carburante per il prossimo sovranismo. E mai una volta che si abbia il coraggio di affrontare la questione alla radice
Oggi in Ucraina, con le armi russe e quelle fornite dalla Nato a Kiev. Ieri in Serbia, Kosovo Iraq, Bosnia, Afghanistan, Siria, Libia. L’uso di proiettili radioattivi irrompe nel conflitto scatenato da Putin
Il blocco di Israele condanna 2 milioni di persone a vivere di fatto in una prigione a cielo aperto, denuncia Oxfam
Il mix tra climate change, pandemia e guerra ha provocato crisi economiche e alimentari con effetti devastanti sulla salute delle persone nelle aree più vulnerabili del mondo. Le sette maggiori economie non possono più permettersi di girarsi dall’altra parte. Ecco l’analisi di due delegate dell’Y7, il “summit parallelo” dei giovani dei Paesi più industrializzati