Carlo Bonomi si è lanciato perfino in un neologismo: "democrazia negoziale". Quando mi è capitato di leggerlo ho pensato che la democrazia è democrazia,...
Che immagine potente vedere la classe dirigente riunita in un consesso sull'economia nell'elegante Villa Pamphilj a decidere delle sorti post pandemia e fuori c'è...
Il reddito di sostegno non può essere garantito solo attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Va pensato un vero piano di rilancio della produzione perché l’obiettivo deve restare sempre lo stesso: creare lavoro per chi lo ha perso, garantirlo a chi oggi lo vede in pericolo
Rispetto al 2018 è triplicato il numero di chi non si può permettere un periodo di vacanza: sono 24 milioni, il 55 per cento degli italiani adulti. Persiste la paura del contagio ma pesano soprattutto i problemi economici o la necessità di lavorare nei mesi estivi
Anni di autorizzazioni selvagge di diverso colore politico hanno consentito l’“occupazione” di coste e spiagge alimentando speculazioni senza precedenti. E con il pretesto della valorizzazione l’Italia è diventata la nazione che ha cementificato vista mare più di chiunque altro in Europa
Viaggiare è un'esigenza umana fondamentale che per essere preservata ha proprio bisogno di una nuova dimensione di responsabilità, di un nuovo rapporto tra locale e globale.
Il governo ha due strade davanti a sé. Fare un provvedimento serio di emersione dal lavoro nero per gli stranieri. E si può fare subito con il contributo del Parlamento quando il decreto sarà convertito in legge. Oppure scrivere l’ennesima pagina di teatro sull’immigrazione
Dopo aver disquisito a debita distanza su cosa fosse “bene” o “male” per Taranto, il Covid-19 ci porta ad affrontare lo stesso problema dei suoi cittadini. Mantenere invariato il tenore di vita rischiando l’esistenza nostra e dei nostri cari, o ripartire da dove eravamo rimasti prima di diventare “moderni”?
In un momento di grandissima difficoltà, laddove l’aiuto dello Stato avrebbe dovuto essere decisivo per salvare vite umane, sprofondate d’improvviso in un abisso di povertà, si è continuato a “fare differenze”
Una striminzita sanatoria non abolirà lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Restano irrisolte le sue cause strutturali: l’assenza di trasporti, alloggi e collocamento per i braccianti e lo strapotere dei supermercati. Ecco cosa (non) ha fatto la ministra Teresa Bellanova