Dopo aver disquisito a debita distanza su cosa fosse “bene” o “male” per Taranto, il Covid-19 ci porta ad affrontare lo stesso problema dei suoi cittadini. Mantenere invariato il tenore di vita rischiando l’esistenza nostra e dei nostri cari, o ripartire da dove eravamo rimasti prima di diventare “moderni”?
In un momento di grandissima difficoltà, laddove l’aiuto dello Stato avrebbe dovuto essere decisivo per salvare vite umane, sprofondate d’improvviso in un abisso di povertà, si è continuato a “fare differenze”
Una striminzita sanatoria non abolirà lo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Restano irrisolte le sue cause strutturali: l’assenza di trasporti, alloggi e collocamento per i braccianti e lo strapotere dei supermercati. Ecco cosa (non) ha fatto la ministra Teresa Bellanova
Se la battaglia per i diritti e le tutele sul lavoro era essenziale prima della pandemia, in questi ultimi mesi si è fatta pure una questione di vita o di morte. A mezzo secolo dalla legge che "ha portato la Costituzione nelle fabbriche", abbiamo chiesto alla Cgil come rilanciare la lotta per garantire a tutti un’occupazione dignitosa e sicura
A Bologna è nato un progetto di tipo mutualistico con un’alleanza che va dal mondo del volontariato alle cooperative, passando per l’associazionismo, i commercianti e i centri sociali
Braccianti, movimenti, associazioni e cittadini di sinistra chiedono da tempo la revisione della Bossi-Fini, lo stralcio del decreto Minniti-Orlando e dei decreti Salvini. E una vera sanatoria per tutti i sans papier
La regolarizzazione di braccianti e colf stranieri, prima che un’esigenza economica, è una questione di civiltà
Sulla sanatoria per i braccianti stranieri si sta consumando un dibattito assurdo: i "difensori della patria" non vogliono la regolarizzazione, ma allo stesso tempo non si trovano italiani disposti a lavorare in agricoltura
Seguendo la sola logica inumana del mercato, e non per una questione di civiltà, il governo apre a una sanatoria ad hoc: per lo stretto numero necessario e a tempo. Servono in fretta 300mila persone da mandare nei campi per evitare che si brucino i profitti dell’industria agroalimentare
La vita lavorativa aumenta e con essa le forme di sfruttamento e di precariato. Per non dire della disoccupazione. Per questo la diminuzione dell’orario di lavoro a parità di salario è un tema decisivo