Scrivete Giorgia e avrete la guerra in casa. Perché la sinistra esita sul tema della pace?
Giovanni Russo Spena -
All'ex ministro greco Varoufakis, in Europa, è stato sottratto il diritto di parola. In Francia la presidente di un importante partito di opposizione di sinistra, Mathilde Panot, viene convocata dalla polizia a seguito della sua espressa posizione filopalestinese: un avvenimento inedito e particolarmente grave, di fronte al quale non si potrà essere inerti. Perché questa precipitazione? Perché la guerra è l'alibi; anzi, è l'occasione per il potere di educare all'ordine sociale, all'obbedienza gerarchica
Il 25 aprile è divisivo solo per chi è fascista. Il 25 aprile è politicizzato solo per chi persegue una politica che non prevede l’antifascismo, e quindi è fascista. Il 25 aprile imbarazza solo chi non riesce a fare pace con la Liberazione e quindi è fascista.
Il rapporto Onu smentisce Israele: “Infondate le accuse di collusione con Hamas. Ma intanto l’agenzia si ritrova con i fondi tagliati (solo gli Usa contribuivano al 30% delle sue attività), i dipendenti additati come criminali e alcuni conti correnti bloccati
Parlare di pace e di Palestina a scuola. Una lezione degli studenti contro l’indifferenza
Marco Cosentina -
«L'obiettivo era quello di aiutare i ragazzi ad elaborare un pensiero critico e libero», dice una studentessa che insieme ai suoi compagni di liceo ha organizzato a Reggio Emilia un convegno sulla guerra a Gaza chiamando studiosi ed esperti. Il racconto di questa esperienza in questo dialogo tra gli studenti e il loro professore di Storia e filosofia
33.137 palestinesi uccisi, di cui 13.800 bambini. Sono stati uccisi 140 giornalisti. L’Onu (non Hamas) fa saper che 2,3 milioni di persone fanno la fame
L’agghiacciante guerra in Palestina costringe tutti a pensare al futuro, nel nome di una cittadinanza per ebrei e palestinesi, non di due Stati. Così come nel Vecchio continente a un’Europa dei popoli più che delle nazioni
Anche Bruxelles ha fatto sua la massima latina "si vis pacem para bellum” secondo cui la corsa agli armamenti funzionerebbe da deterrente per i conflitti
Stop al trasferimento di armi, parti di ricambio e munizioni. Rispetto dei diritti umani. Fermare il conflitto. Lo chiedono Amnesty, Save the children e altri organizzazioni umanitarie in una urgente nota congiunta
Cornelia Hildebrandt: «Elezioni Ue, in Germania la sinistra di Die Linke per la pace»
Stefano Galieni -
La co-presidente di Transform! Europe e componente della Fondazione Rosa Luxemburg parla della posizione della sinistra tedesca. «Nel programma del partito per le elezioni europee c'è la richiesta di fermare il riarmo e la militarizzazione della Ue, il rifiuto di una forza militare europea»
Fabio Alberti (Rete Pace e disarmo): «I fondi Ue per la difesa vadano alla lotta contro le diseguaglianze»
Angela Galloro -
Mentre si riaffaccia l'ipotesi di un esercito comune e alcuni Paesi ripensano la leva militare, gli investimenti nella difesa europea sono sempre più massicci. E invece potrebbero esser utilizzati per un equo sviluppo globale e prevenzione delle crisi













