Shuhada Street era il cuore della città vecchia con la stazione dei bus, il mercato e centinaia di negozi. Da vent’anni è tutto perso, dicono Ahmad, Jannat e altri giovani del posto. Botteghe chiuse per ordine israeliano, case occupate dai coloni e blocchi stradali che impediscono il passaggio
Il problema del climate change è globale e va affrontato con urgenza. Perché determina disastri ambientali e diseguaglianze. «Fortunatamente non tutto è ancora perduto e i giovani l’hanno capito», dice lo scienziato Roberto Buizza
Ci risiamo. Ancora una volta un uomo politico italiano, tra l’altro con responsabilità istituzionali internazionali, il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, è caduto...
No, non è un'isola felice. È un'isola che prima stava su tutte le pagine dei giornali, nazionali e internazionali, e ci rendeva fieri in...
«No border no nation, stop deportation», con queste grida studenti e attivisti hanno "accolto" l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti nella capitale britannica, dove si...
La mia generazione, quella di chi ha avuto venti anni negli anni Novanta, quella del movimento studentesco la “Pantera”, poi la generazione di chi...
«Siamo la prima generazione a sentire gli effetti del cambiamento climatico e l’ultima a poter fare qualcosa». Lo ribadisce uno tra i milioni di giovani che partecipa al Global strike del 15 marzo. Uniti e determinati, la loro lotta ripoliticizza la questione ambientale. Mentre in Italia il governo pensa alla Tav
«È la destra degli sfigati» l'ha detto così, senza mezze misure, il misuratissimo Di Maio riferendosi allo schifosissimo XIII Congresso mondiale delle famiglie che...
In vista delle elezioni europee occorre una vigorosa ripresa di cittadinanza attiva, una “ricostruzione del popolo”. Attraverso varie istanze: l’ambientalismo, i femminismi, i movimenti per la legalità, per i diritti alla salute e alla cultura
Se l’addio della Gran Bretagna fosse rinviato oltre le elezioni, i seggi inglesi al Parlamento Ue verrebbero riammessi. E la maggioranza popolare-socialista, mai veramente insidiata dai populisti, ne uscirebbe rinsaldata. Ma c’è chi preferisce nasconderlo in chiave elettorale