La durezza della vita al fronte nel Primo conflitto mondiale, i ricordi del passato che riaffiorano «dantescamente» durante la detenzione, la scoperta della morte del fratello Enrico. Carlo Emilio Gadda ne scrive nel Giornale di guerra e di prigionia, apparso per la prima volta nel 1955 e ora proposto da Adelphi in una nuova edizione ampliata
L’autore dell’Ulysses disseminò di enigmi le sue opere, soprattutto quelle maggiori. Misteri che hanno a che fare col difficilissimo equilibrismo tra arte e vita, quasi l’una fosse la distillazione, o il distillato, dell’altra. Il nuovo saggio di Gabriele Frasca rappresenta uno dei migliori portali di accesso per affrontarli
Maria Grazia Calandrone è tra le voci più intense della poesia italiana. Il suo è un percorso di vita segnato dall’abbandono a otto mesi da parte della madre biologica e dalla resistenza attraverso la scrittura. Ne parla nel colloquio con la psichiatra e psicoterapeuta Barbara Pelletti
In Sicilia, dopo l’affossamento dell’opera riformatrice di Piersanti Mattarella, oltre quarant’anni di fallimentari politiche regionali hanno portato al caos organizzativo e all’assenza di progettualità nella gestione dei beni culturali
Da un lato la retorica della destra sul patrimonio che “tutto il mondo ci invidia”, dall’altro la realtà: storici dell’arte, archeologi, archivisti e guide fanno la fame. Circa la metà guadagnano meno di 10mila euro l’anno. Ecco i dati dell’inchiesta dell’associazione Mi riconosci?
Alle Scuderie del Quirinale una grande mostra racconta l’impegno di funzionari, storiche e storici dell’arte che rischiarono la vita per salvare dalle razzie nazifasciste i capolavori custoditi nei musei della Penisola
Il ministro della Cultura Sangiuliano pensa a come sfruttare i musei per fare cassa, non a come rendere il patrimonio accessibile a tutti come è giusto e come prevede la Costituzione
I musei? Luoghi per soli ricchi. Il patrimonio artistico? Mero strumento economico e non di conoscenza o cittadinanza. A questo serve la cultura secondo il ministro Sangiuliano
Nella prefazione al catalogo Electa della mostra Arte liberata il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha l’ardire di omettere quale fosse la matrice di quel criminale attacco all’arte italiana: ovvero il nazifascismo. Scandalosamente, il ministro parla in modo generico di «arte liberata, salvata o recuperata dalle torbide minacce della Seconda guerra mondiale». E questo è solo uno dei tanti esempi di revisionismo del governo Meloni in tema di cultura
Il viaggio disumano dei migranti lungo la rotta balcanica, l'odissea di Patrick Zaki, la denuncia del razzismo. Due anni di storia recente raccontati dall'artista che ha scelto l'anonimato. E che è protagonista del film di Antonio Valerio Spera dal 2 febbraio in sala