Valanghe di parole sui morti ammazzati. Se si potessero seppellire con la retorica i morti di Bruxelles sarebbero almeno dieci metri sotto terra. Politici da Vespa, politici durante la giornata televisiva, pareri sparati a casaccio, esperti dell'ultima ora, salvini che salvinano in ogni dove
Conoscerli per combatterli. Ibrahim El Bakaoui è uno dei tre uomini che avete visto in foto sui giornali mentre spingono altrettanti carrelli carichi di...
Brasile in piazza con e contro Lula. Che succede a San Paolo? Intervista a Breno Altman
Tiziana Barillà -
Il 18 marzo più di un milione di persone hanno manifestato, nelle principali città del Brasile, contro l'impeachment e per dare solidarietà a Lula. Il Brasile è diviso in due. Ne parliamo con Breno Altman, giornalista brasiliano e direttore di OperaMundi
In diretta dall'incontro della mattinata organizzato da DiEM25 delle brevi schede grafiche con domande e risposte su Europa, democrazia, Grecia, economia e crisi in...
«Portare il caos ovunque», il manuale di strategia dei terroristi e la strage di Bruxelles
Martino Mazzonis -
La gestione della barbarie è manuale del 2004, molto letto in Siria, Somalia, Yemen, traccia la strategia del Califfato e aiuta a spiegare molte delle scelte fatte. Generare paura e alimentare l'odio anti-islamico è una delle idee proposte, studiando e ragionando su testi di tattica e strategia occidentali. Con le loro scelte, alcuni governi europei stanno contribuendo al successo della strategia
Bruxelles, identificati gli attentatori e il terzo uomo. Quel che sappiamo fino ad ora
Left Redazione -
I due kamikaze sono i fratelli Khalid e Brahim el-Bakraoui, già noti alle autorità di polizia, uno di loro aveva affittato sotto falso nome l'appartamento dove la polizia ha fatto irruzione qualche giorno fa. Arrestato il terzo uomo, Najim Laachraoui, artificiere di Parigi
Il terrore ha bisogno di essere maneggiato con cura: può essere prevenuto solo con l'intelligenza, la misura, la cura, la cautela e un'affettività radicata e sociale
Bruxelles, dalla periferia alla Siria e ritorno. Nella testa dei foreign fighter, parla Scott Atran
Martino Mazzonis -
«L'idea che subiscano il lavaggio del cervello alla nordcoreana è una sciocchezza. I loro sono percorsi diversi, di frustrazione, di passaggio generazionale, di microcriminalità ai quali la propaganda di Daesh offre un'utopia e una strada da percorrere». A colloquio con l'antropologo che ha intervistato decine di combattenti stranieri dall'Indonesia alle carceri occidentali: «È il messaggio che usiamo per contrastare la propaganda è il più sbagliato possibile».
Dopo gli attentati di questa mattina a Bruxelles sui social da tutto il mondo sono cominciati a comparire post di solidarietà per le vittime...
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Persone evacuate dall'aeroporto di Zaventem
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