La politica occidentale si è unita al fianco di Netanyahu giustificando l’uso spropositato della forza militare che inevitabilmente, come sempre, uccide anche i civili. La presenza dell’Onu è impalpabile e flebili sono le proteste di Cina e Russia
Dietro gli espropri che hanno dato origine alle proteste poi represse da Netanyahu con le bombe c’è la Nahalat Shimon, un’azienda immobiliare con sede nel Delaware. Ai palestinesi che si vuole cacciare dalle proprie case non è permesso di conoscere i nomi di chi la finanzia
«Quando non si può articolare liberamente il linguaggio si rimane chiusi dentro un confine che diventa anche interiore», dice la scrittrice palestinese Adania Shibli che ha riletto la storia del conflitto nell’ultimo romanzo Un dettaglio minore
«Già all’inizio del Ramadan - racconta da Gaza Meri Calvelli, direttrice del centro culturale Vik - Gerusalemme è stata lasciata alla mercé di gruppi di coloni autorizzati a girare armati. Hanno distrutto negozi di arabi e aggredito fedeli musulmani». Poi la situazione è precipitata
Si ribellano al razzismo, all’oppressione, e alla politica di annessione della destra israeliana. E rifiutano Hamas. Sono i giovani palestinesi che, delusi dai partiti e dalle istituzioni, rivendicano il diritto a esistere e ad avere un futuro di pace. In questo numero di Left cerchiamo di dar loro voce, di conoscerli più da vicino, raccontando anche quei loro coetanei israeliani che rifiutano di arruolarsi, che non accettano l’ostracismo teocratico proclamato nel 2018 con la legge su «Israele Stato-nazione del popolo ebraico»
A guidare la protesta palestinese per le strade gerusalemite e israeliane sono i giovani non legati a partiti o istituzioni. E giovani sono gli israeliani delle ronde anti-arabe e delle aggressioni. Generazioni nuove che hanno in comune un elemento: sono entrambe “generazioni post-Oslo”
Il circuito delle Rems deve essere rafforzato. Sono tanti i detenuti con patologie psichiatriche in lista di attesa. Intanto restano in carcere, in un luogo inadatto alla cura, denunciano le radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Irene Testa che hanno lanciato un appello
Venti Paesi hanno somministrato un numero di dosi inferiore a 0,5 ogni 100 abitanti. Altri 14 arrivano a una dose ogni 100. I cittadini dei Paesi più ricchi sono immunizzati 25 volte più velocemente di quelli poveri. Così miliardi di persone rischiano la vita. E il pericolo varianti aumenta, per tutti
L’attività economica non è ancora ripartita del tutto e moltissimi lavoratori sono in cassa integrazione. Tuttavia nei primi tre mesi del 2021 si è verificato un picco inquietante di incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Cosa accadrà quando saremo nel pieno della corsa verso la definitiva ripresa?
Dallo sfruttamento dei lavoratori alla predazione di risorse ambientali ed energetiche di matrice razziale, all’emarginazione delle donne e degli immigrati: da sempre il capitale si fonda sul saccheggio e la discriminazione dice la filosofa politica. E ora i più deboli «sono gli ultimi della fila per la vaccinazione, se mai la otterranno»













