Il voto decisivo sulla Brexit che dovrebbe tenersi il 14 gennaio a Westminster potrebbe provocare uno scossone tale da spingere la May a portare il Paese alle urne anticipate
Erdogan pronto ad attaccare i curdi, gli Usa che se ne vanno dalla Siria, Israele più vicino ai Paesi arabi sunniti contro il comune nemico iraniano, l’Arabia Saudita alle prese con l’omicidio Khashoggi e la guerra in Yemen. Il 2019 sarà un anno di tante svolte. In peggio
La diseguaglianza sociale, l’inquinamento e l’indebitamento dei governi locali sono in cima alla lista dei nodi da sciogliere nell’immediato futuro per Xi Jinping. Che deve fare i conti anche con le conseguenze sull’economia provocate dalle politiche protezioniste di Trump
Il nostro continente appare invecchiato e incattivito. Abbiamo però alcune bussole che possono orientarci, per rilanciare quella che Bauman definì “l’avventura europea”. Dall’idea di liberazione sociale di Spinelli, al progetto di cittadinanza costituente di Balibar
Forse sarebbe il caso di ricordarsi dei tanti civili uccisi in Yemen e del depistaggio di Stato per nascondere l'eliminazione della voce scomoda di Khashoggi. Ce n'era abbastanza per vedere che l'Arabia Saudita faceva schifo, anche come sede di una finale di coppa
Il primo gennaio 2019 lo scrittore americano avrebbe compiuto cento anni. All'apice del successo sparì dalla scena pubblica, rifiutando la spettacolarizzazione della letteratura. Ma non solo. Ecco perché rileggere le sue rare opere e cosa si nasconde dietro quella scelta di diventare uno scrittore fantasma, poi percorsa da molti, da Pinchon a Ferrante
Gao Xingjian, premio Nobel per la letteratura, autore dal linguaggio pluridisciplinare, lancia un appello: «Gli intellettuali non possono cambiare il mondo ma possono creare opere universali che poi incidono nel cambiamento della società»
«Fondamentalismo e imperialismo sono alla base del disastro afghano. In Europa ne vedete i risultati con l’arrivo dei tanti rifugiati» dice l’attivista ed ex parlamentare a Kabul, Malalai Joya, che denuncia gli affari sporchi dell’Occidente con i signori della guerra. Nemica giurata dei talebani non è mai fuggita dalla sua terra
Lasciò la Commissione d’inchiesta Onu sulla Siria perché non la lasciavano lavorare. La magistrata svizzera Carla Del Ponte punta il dito contro il presidente Assad e i suoi gerarchi ma anche contro i ribelli: «Avevamo le prove, tutti hanno commesso crimini contro l'umanità». E denuncia, «è mancata la volontà politica di creare un Tribunale penale internazionale»
“Stay human”, così si concludevano i racconti da Gaza di Vittorio Arrigoni. Abbiamo chiesto a sua madre come tradurre oggi quelle parole così potenti. Portatrici di un messaggio che vive ancora nei gesti di Ahed Tamimi e di Silvia Romano