Dai commenti sui social cinesi emerge una visione dualistica del conflitto scoppiato in Europa. Da una parte c’è la contrarietà alla guerra, in generale. Dall’altra spicca l’insofferenza verso l’egemonismo occidentale e degli Stati Uniti in particolare
Pechino non approva l’azione militare russa e non farà da sponda militare a Putin. Ma al contempo non intende assoggettarsi acriticamente alla linea della Nato. «La Cina da sempre si oppone alla guerra. Questo fa parte della nostra tradizione culturale», ha ribadito Xi
Da un lato l’Italia è ai primi posti in Europa per la spesa militare, che ora aumenterà ulteriormente, dall'altro il nostro Paese è agli ultimi posti in Ue per i fondi al sistema scolastico
Un'indagine di The Independent in collaborazione con Lighthouse Reports lo dice chiaro e tondo: i residenti ucraini di origine africana che hanno attraversato il confine...
L'avevano ripetuto in molti che fidarsi dei Talebani mentre promettevano un Afghanistan "moderno" nei diritti sarebbe stato un errore enorme. Noi abbiamo fatto perfino...
Come racconta il giornalista Lorenzo Tondo su The Guardian alle donne trans in Ucraina viene negato il passaggio in Paesi più sicuri, nonostante il...
Mi si perdonerà se oggi decido di mettere questo spazio a disposizione di un'analisi di un giornalista che le guerre le vive per mestiere...
La giornalista Marina Ovsyannikova, studenti universitari arrestati ed espulsi. E poi l'attivista ambientale della città di Ufa. Piccole storie di coraggio guardando dritto negli occhi gli uomini di Putin
Le guerre non scoppiano perché leggiamo Dostoevskij, ma perché non lo leggiamo abbastanza. La crisi internazionale può essere l’occasione per ripensare e valorizzare il ruolo delle istituzioni culturali. Ma il ministero che fa?
Ammiccare alle insistenti richieste di Zelensky di una No-fly zone, ove il primo aereo abbattuto segnerebbe l’espansione della guerra, non è solidarietà ma sconsideratezza. L’aiuto al popolo ucraino si realizza con la negoziazione della fine immediata del conflitto