Benoît Duclos è una guida alpina e fa parte dei volontari di «Refuge solidaire», il gruppo che da mesi lavora a cavallo tra Francia e...
Grillo e Salvini crescono nel vuoto strategico di una sinistra priva di una visione della società
È un Paese lacerato dalle disuguaglianze sociali, ai livelli del 1905, quello che il 18 marzo elegge il nuovo presidente. Eppure sembra scontata l’ennesima vittoria del principale responsabile. Putin, che otterrebbe il quarto mandato dal 1999, in cambio del voto promette di far tornare la Russia una potenza mondiale, non solo in campo militare
La proposta di Di Maio è priva dell’idea di sostegno di base universale e incondizionato propria del Rdc. Come il Rei di Renzi, si rifà ad una concezione lavorista della società, e punta ad amministrare la miseria anziché eliminarla. Eppure in Europa gli esempi positivi ci sono
Vittorio Foa diceva di lei che faceva politica con la poesia. E non a caso si intitola “La corsara” il libro che Sandra Petrignani ha dedicato alla scrittrice. La racconta così: «Battagliera in Parlamento, minimalista in letteratura e con un grande senso di giustizia»
I media e certi politici, a partire dal sindaco Nardella, hanno negato che dietro l’omicidio di Idy Diene a Firenze ci fosse il movente xenofobo. Per cui Pirrone sarebbe solo una persona che non sta bene mentalmente e che ha sparato “a caso”. Chi uccide
per razzismo sarebbe dunque sano di mente?
La deriva che scaturisce dal sistema di valutazione introdotto con la Buona scuola non viene percepita. Manca una riflessione generale. Eppure basterebbe ascoltare di più gli insegnanti. Parlano un docente universitario e una dirigente scolastica della scuola primaria
Cinque anni di papa Francesco. Dal 13 marzo 2013, sul settimanale Left abbiamo indagato sulla presunta rivoluzione nella Chiesa guidata dal gesuita argentino. Mettendo a...
Dopo i bombardamenti iniziati il 18 febbraio le vittime sono 1200. E ora, mentre comincia la grande fuga di intere famiglie, diventa sempre più grave la condizione di chi rimane
Il trionfo pentastellato nel Meridione suona come uno schiaffo liberatorio a famiglie storiche, capi-bastone e signori dei voti. Messe da parte le clientele, a fare breccia è di nuovo il politico “affabulatore” con i suoi comizi. Ma si tratta di un voto volatile, che rende superflua una mobilitazione reale












