Con il monologo M(Other), Rossella Fava, diretta da Renato Sarti, porta in scena il vissuto della procreazione assistita e della gestazione per altri, smontando ideologie e restituendo complessità, affetti e fragilità
Torna in scena un testo premiato e potentissimo che mette in crisi identità, appartenenze e dogmi da cui ha origine il lungo conflitto arabo-israeliano e il genocidio compiuto dall’Idf a Gaza
Con L’amico spagnolo Francesco Forlani si mette sulle tracce del rivoluzionario anarchico di fine Ottocento, intrecciando storia e ricerca. Ne emerge uno straordinario ritratto - tra Londra, Parigi e Saragozza - dell’«uomo dalle nove vite» che sfidò il potere senza cedere al dogma
Nel romanzo Storia prossima, Dario Pontuale ricostruisce la Roma di fine Ottocento schiacciata tra lotte popolari, scandali e repressione. Una narrazione civile che interroga il presente
«E tu che farai?» Non è una domanda ipotetica. È l’unica che conta, perché quello che Bruno Arpaia racconta ne Il mondo senza inverno non è fantascienza: è cronaca del futuro prossimo
Nel libro Mark Rothko, riparare il mondo, Annie Cohen-Solal tratteggia una biografia dell’artista che ne mette in luce aspetti inediti, liberandolo dallo stereotipo del pittore introverso e meditativo. L’abbiamo incontrata
Frutto di un lavoro di ricerca di molti anni, la mostra Rothko a Firenze, curata dal figlio, lo psicologo Christopher Rothko, con Elena Guena propone un incontro intimo e ravvicinato con l’arte. Ecco la nostra lettura
In Italia l’80% dell’Irpef è pagato da dipendenti e pensionati mentre aumenta l’evasione e le rendite restano sottotassate. Un viaggio tra disuguaglianze, privilegi e crisi dello Stato sociale, alla ricerca di una via d’uscita a sinistra
Una tassa sulle grandi ricchezze potrebbe generare 13 miliardi l’anno e riguardare solo una minuscola élite, pari allo 0,1% della popolazione. Eppure la politica italiana continua a evitarla. Nel suo nuovo libro Riccardo Staglianò spiega perché ma anche cosa si potrebbe fare per aggirare gli ostacoli
Arrestato per un controllo stradale e poi deportato in Sierra Leone, pur essendo dominicano. Il caso di Saren solleva interrogativi su errori, corruzione e arbitri del sistema migratorio statunitense