Collebeato. Brescia. Sabato sera un rifugiato ospite dello Sprar dà in escandescenze dopo avere saputo della morte della sua unica figlia nel Paese di...
Un documentario promosso dal Centro di documentazione dei Movimenti Lorusso-Giuliani di Bologna. Teresa Rossano racconta il rapporto con la politica, la ribellione degli “angeli del ciclostile”, la battaglia per l'aborto
Fermi tutti: la nuova moda dei deputati che non sopportano internet (quelli che sono abituati a trovare spumante e pasticcini ogni volta che devono...
Internet è una sfida per la comprensione delle sue potenzialità, una sfida che dobbiamo accogliere con creatività. E lottare per la sua sostanza di progresso e libertà.
Tutto ciò che è digitale, oggi, riempie la costruzione dell’immaginario sociale con le proprie parole di rivoluzione. Ogni lancio di nuovi prodotti è associato a questa nuova frontiera e la stessa società è immessa dentro questa aspettativa permanente del nuovo che sta avanzando
L’esposizione al Museo del cinema a Torino parte dell’archivio fotografico del discusso scienziato. Utilizzò le foto di volti come dati a supporto delle sue ricerche ispirandosi anche a un metodo elaborato da Galton, un antropologo precursore dell’eugenetica in chiave razzista
Ricorrere all’antitrust, rafforzare le norme sulla privacy e quelle sul lavoro. Sono azioni importanti, ma insufficienti a intaccare lo strapotere del capitalismo delle piattaforme online. Per farlo, bisogna investire in tecnologie pubbliche, non orientate al profitto, spiega il sociologo Evgenij Morozov
Distinguere un video vero da uno falso sarà sempre più complicato e non esistono ancora software in grado di identificare le contraffazioni. Inoltre le norme contro diffamazione e truffe rischiano di essere insufficienti. Ci aspetta una sfida cruciale per la democrazia
La storia è una storia di cui qualcuno ha già parlato ma vale la pena raccontarla ancora perché è perfetta per questo tempo. E...
La libertà di espressione su Facebook è solo un’illusione? Stando alla chiusura di pagine che pubblicavano post e articoli sul Rojava e in sostegno alla causa curda, si direbbe di sì. Del resto la continua ricerca di nuovi profitti non può essere democratica













