"La difesa dei diritti delle donne e dei bambini è una battaglia di civiltà, ed è per questo che il 10 novembre scendiamo in piazza", dicono le attiviste dell'Unione donne italiane (Udi)
C’è un’Italia che si riconosce in Riace, nella solidarietà ai bambini figli di migranti esclusi a Lodi. Un’Italia che pensa ancora che la povertà, il non avere un lavoro, una casa, una vita dignitosa, non costituiscono una colpa ma sono il risultato di scelte politiche sbagliate e criminali
«Perché lo ha fatto?» La ricerca sul femminicidio è un capitolo ancora da scrivere (video)
Left Redazione -
"Non si muore per amore. La violenza invisibile e visibile alle donne" è il titolo di un convegno di cui Left è media partner,...
Come viene applicata in Italia la Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere? Trenta associazioni fanno il quadro della situazione, desolante. Mancano prevenzione, educazione e formazione culturale tra le forze dell’ordine e il personale sanitario. Mentre il ddl Pillon riporta indietro le conquiste delle donne sui diritti
Piccola nota introduttiva piuttosto banale, barbosa e che sarebbe pleonastica in un Paese con un dibattito salubre, almeno potabile per ecologia intellettuale: sì lo...
Daniele De Michele: Cucinare è cultura e conoscenza. E resistenza contro chi alza muri e chiude porti
Amarilda Dhrami -
Quando si è piccoli e si ha la fortuna di avere i nonni o gli zii che vivono in campagna, si cresce con la...
La violenza sulle donne e in famiglia: è sempre più necessaria una battaglia culturale
Gabriella Terenzi -
Il 9 novembre al Palladium di Roma il convegno “Non si muore per amore” con psichiatri, operatori culturali, giornalisti. Ecco l'intervento di una psicologa e psicoterapeuta che lancia l'allarme sulle violenze sui minori
Tempo rubato. Per una rivoluzione possibile tra vita lavoro e società di Simone Fana per la casa editrice Imprimatur è una pubblicazione estremamente significativa,...
#Indivisibili L’opposizione che dice no alla xenofobia e alla violenza sulle donne
Simona Maggiorelli -
Doveva essere il governo del cambiamento, e il Movimento 5 stelle il traino dello sbandierato rinnovamento. Ma le promesse sono già svanite nel nulla, una dopo l’altra.
Se non vi riconoscete nel decreto Salvini, se non vi riconoscete nel disegno di legge Pillon, se non vi riconoscete in questa politica xenofoba e misogina, scendete con noi in piazza il pomeriggio del 10 novembre. Insieme, a sinistra, possiamo cambiare il corso delle cose, se siamo #indivisibili.
«I confini hanno rovinato il mondo» dice Domenico Lucano che il 10 novembre è in piazza a Roma. «Vorrei un mondo senza passaporti o controlli, potremmo non averne più bisogno. Oggi c’è chi viaggia in business class o in crociera e chi rischia la vita in mare. Questo deve finire»













