Non è una semplice bugia. Con la post-verità i fatti oggettivi diventano secondari. Lo scopo di chi la propaga è condizionare l’opinione pubblica. E l’Italia è al primo posto per numero di abitanti che hanno una percezione alterata della società in cui vivono
«Nonostante gli sforzi profusi da tutte le componenti del sistema, alla luce delle evidenze emerse in questo primo periodo di applicazione del decreto legge...
Si è aperto un interessante dibattito sul lavoro domenicale, domenica sì e domenica no, conservatori che ripropongono le domeniche che passavano da bambini come...
C'è questa favola molto conosciuta di Esopo (ma davvero lo spero che sia conosciuta, almeno Esopo) che racconta di uno scorpione che chiede a...
Quando i partiti e i sindacati, nelle loro forme tradizionali, sembrano aver perso contatto con la società, bisogna recuperare l’esperienza delle società di mutuo soccorso, il «codice sorgente» del movimento operaio. È la tesi dell’ex deputato e giornalista Salvatore Cannavò
In Egitto, Tunisia e Marocco, abusi e molestie sono usati come strumenti di limitazione della libertà politica e sociale delle donne. Che ora fanno muro contro il concetto del controllo totale fondato sul mantenimento della struttura patriarcale della società
Zheng Xiaoqiong, poetessa e lavoratrice migrante in fabbrica, è una esponente di spicco della dagong shige, il movimento artistico che racconta il disagio e l’alienazione del lavoro. Una espressione di cultura subalterna e di critica sociale
Per secoli il lavoro è stato sinonimo di schiavitù. Oggi le tecnologie potrebbero renderlo uno strumento che favorisce indirettamente la piena realizzazione umana. Liberandoci dalla fatica. «A patto che si punti sulla formazione e l’istruzione» dice il filosofo Remo Bodei
Da Diego Fusaro a Stefano Fassina, da Bagnai a Chiesa fino alla tedesca Sahra Wagenknecht, ritratto di un fenomeno politico sovranista, no euro, affascinato da Putin. Dalla critica, giusta, al blairismo, deriva un populismo simile, e a tratti identico, a quello della destra
Dietro le due tragedie dei braccianti di Foggia si celano politiche miopi e inefficienti. Oltre agli interessi di imprenditori agricoli che si arricchiscono con il lavoro nero, e della Grande distribuzione organizzata che controlla gli elementi chiave della filiera