«Già all’inizio del Ramadan - racconta da Gaza Meri Calvelli, direttrice del centro culturale Vik - Gerusalemme è stata lasciata alla mercé di gruppi di coloni autorizzati a girare armati. Hanno distrutto negozi di arabi e aggredito fedeli musulmani». Poi la situazione è precipitata
Si ribellano al razzismo, all’oppressione, e alla politica di annessione della destra israeliana. E rifiutano Hamas. Sono i giovani palestinesi che, delusi dai partiti e dalle istituzioni, rivendicano il diritto a esistere e ad avere un futuro di pace. In questo numero di Left cerchiamo di dar loro voce, di conoscerli più da vicino, raccontando anche quei loro coetanei israeliani che rifiutano di arruolarsi, che non accettano l’ostracismo teocratico proclamato nel 2018 con la legge su «Israele Stato-nazione del popolo ebraico»
A guidare la protesta palestinese per le strade gerusalemite e israeliane sono i giovani non legati a partiti o istituzioni. E giovani sono gli israeliani delle ronde anti-arabe e delle aggressioni. Generazioni nuove che hanno in comune un elemento: sono entrambe “generazioni post-Oslo”
Tra il 15 e il 16 maggio sono stati eletti i 155 costituenti che avranno il compito di redigere una nuova Costituzione. Per il Paese andino è un evento di portata storica: per la prima volta nella storia l'Assemblea è stata eletta interamente dal popolo e sarà composta nel rispetto della parità di genere, con 69 seggi riservati alle donne e 69 agli uomini, a cui vanno aggiunti i 17 posti riservati ai rappresentanti dei popoli originari
Venti Paesi hanno somministrato un numero di dosi inferiore a 0,5 ogni 100 abitanti. Altri 14 arrivano a una dose ogni 100. I cittadini dei Paesi più ricchi sono immunizzati 25 volte più velocemente di quelli poveri. Così miliardi di persone rischiano la vita. E il pericolo varianti aumenta, per tutti
Una semplice domanda. Di fronte ai civili palestinesi uccisi, di cui molti erano bambini. E di fronte alla distruzione da parte di Israele della torre Al Jala a Gaza che ospitava giornalisti e media internazionali
Un conflitto che "risolve" tanti problemi a Netanyahu ma anche ad Hamas... Le elezioni in Palestina - di recente rimandate per l'ennesima volta - avrebbero potuto aprire un processo di rinnovamento del tessuto politico e amministrativo, dando voce e protagonismo a nuove generazioni di palestinesi che fino ad oggi sono stati escluse dalla gestione della resistenza e dell’amministrazione. Un’occasione persa e una porta chiusa alla possibilità di cambiamento.
La feroce repressione del governo contro lo sciopero generale sta lasciando sul campo decine di morti e centinaia di feriti tra chi partecipa alle proteste. Ma è riemersa dal passato anche la pratica criminale e disumana delle sparizioni forzate
Andrebbe riletta l'intervista dello scrittore e testimone della Shoah, in cui parlò di «orrore» per una «rappresaglia sbilanciata che assume forme e dimensioni barbariche» di Israele verso la Palestina. E molti altri suoi interventi sul tema
Formare un’opinione pubblica che sia puramente europea, senza influenze provenienti dai media mainstream troppo spesso influenzati dal neoliberismo imperante. È questo lo scopo di Media Alliance, il progetto di transform! Italia che ambisce a creare una rete tra testate di sinistra all’interno dell’Unione Europea.