Tutti insieme appassionatamente a Bologna. Jazzocene è un evento artistico collettivo per lanciare nuove sfide culturali, dicono Paolo Fresu e Ada Montellanico, protagonisti insieme ad altri musicisti di un grande concerto il 22 maggio
«Il passaggio che stiamo attraversando è epocale. Dobbiamo fare un radicale cambiamento di mentalità, di cuore, di prospettiva», dice Nicola Lagioia, direttore della 34esima edizione del Salone del libro di Torino. Che invita a una riflessione lenta, non da talk show, sulla guerra e sul climate change. Con uno sguardo rivolto al futuro
«Ora che c’è attenzione sulla Palestina, come raramente accade, è il momento giusto per chiedere che l’occupazione illegale da parte di Israele sia smantellata» dice Francesca Albanese, nuova relatrice Onu sui diritti umani nei Territori palestinesi
«Non c’è oggi la volontà politica di salvare il Ssn pubblico, universale e gratuito» denuncia Andrea Filippi, segretario nazionale Fp Cgil medici e dirigenti Ssn
Mappare i meccanismi di investigazione sui crimini di guerra in Ucraina (e non solo) per arrivare ad un quadro normativo comune. È l’obiettivo del progetto di un network di università impegnate nella difesa dei bambini nei conflitti armati. Ce ne parlano i promotori
Con la scelta di aderire alla Nato, Finlandia e Svezia gettano alle ortiche una lunga storia di non allineamento. E aggravano un’escalation militare già prossima al punto di non ritorno. Così si consuma la definitiva omologazione del “modello nordico” a quello occidentale
Con il suo criminale attacco all’Ucraina Putin è riuscito a determinare esattamente quello che più paventava: rafforzare la Nato, rimetterla in piedi, compattarla e...
Saper scegliere l’istituto superiore o la facoltà universitaria. Oppure il lavoro. Sono queste le decisioni cruciali per gli studenti e che, se sbagliate, possono produrre abbandono scolastico. Ma le misure per l’orientamento previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza non coprono tutto il percorso scolastico
La cronaca oggi sembra avvalorare la credenza di una ineliminabilità della guerra quasi fosse una “tara” genetica. Con linguaggio creativo l’arte può smascherare questa idea falsa e razionale, affiancandosi all’azione politica di chi difende i diritti umani. In primis quello alla vita
Durante quei terribili anni dal 1992 al 1996 gli abitanti della capitale bosniaca reagirono alla violenza della guerra con una straordinaria attività che si concretizzò in spettacoli, mostre, concerti, videodocumentari. Ecco il racconto dei protagonisti