Decreti sicurezza, legittima difesa, porti chiusi. Sono i veleni che il capo della Lega ha sparso per l’Italia quando era al governo. E che oggi alimenta con le “solite” campagne d’odio contro i migranti e chiunque osi opporsi civilmente alla sua visione xenofoba e falsa della società. Motivo in più per fermarlo
«Me ne frego» dice Salvini citando Mussolini. «È finita la pacchia» urla ai naufraghi dopo avergli negato un approdo sicuro. E poi: «Non è...
L’elezione del socialdemocratico Zoran Milanovic´ è un freno ai rigurgiti dell’estrema destra. E segnala un rifiuto delle posizioni reazionarie della Chiesa, soprattutto tra i più giovani. Ma nel Paese resta diffusa la xenofobia e fortemente radicata una visione anti-immigrazione
Per ricordare il filosofo Emanuele Severino riproponiamo questa intervista di Left in cui raccontava la sua passione per il pensiero dei greci antichi e...
C’è bisogno di radicalità che guardi al mondo del lavoro e dia risposte immediatamente migliorative ad un corpo sociale frantumato, atomizzato, immiserito, umiliato. Una radicalità includente che tenga assieme questione democratica e dimensione sociale
I giovani che diedero vita alla mobilitazione studentesca trent’anni fa volevano cambiare l’università e il Paese. Ispirati da un ideale del sapere come arma critica per il progresso. Ma si scontrarono con una politica in crisi. Indifferente alle loro istanze, ancora attuali
Intervista a Silva Stella, pediatra e psicologo clinico, responsabile medicina preventiva età evolutiva Asl RM6
Il nuovo film di Gianni Amelio racconta un Bettino Craxi solo e malato nel buon retiro in Tunisia. Lasciando sullo sfondo un’altra storia: quella del socialismo che ha abbracciato i poteri finanziari e speculativi abbandonando il proprio popolo
«Si apre una stagione importante per la ricerca pubblica ma, nell’interesse di tutti, bisogna anzitutto sostenere la crescita dei giovani» dice la senatrice a vita Elena Cattaneo riguardo le novità introdotte nella legge di Bilancio e la divisione del Miur in due diversi ministeri
No, il governo finlandese non ha portato a 4 giorni la settimana lavorativa. Ma l’idea, realmente avanzata dalla premier Sanna Marin lo scorso agosto, resta valida. Ridurre le ore a parità di salario migliorerebbe le nostre vite. E questo non piace ai neoliberisti