L'Italia non è un Paese per lavoratori. Specie se giovani. I giovani italiani costretti ad emigrare ogni anno per cercare un lavoro all’estero sono...
Quando un partito manca di classe dirigente, è normale che i nomi che girino e rigirino siano sempre gli stessi. Così il ministro Savona passa alla Consob. Peccato che sia incompatibile con quella carica
Cosa c'è dietro l'ipotesi di accordo in vista delle elezioni europee tra il duo M5s e Christophe Chalençon. Un personaggio che parla di “guerra civile” e che si appella a Dio, patria e famiglia
L'ultimo nemico del ministro dell'Interno è l'Anpi. Sì, sì avete capito bene: l'Associazione nazionale partigiani d'Italia è considerata nemica del popolo italiano, addirittura negazionista e, dice Salvini, non...
Dopo il parere positivo del Politecnico di Torino sembra ufficiale: «#lostadiosifa. In arrivo oltre un miliardo di euro di investimenti per la città». Il...
Khomeynī parlava la stessa lingua del popolo, ne comprendeva le paure e i bisogni. Ne approfittò per imporre un regime teocratico scippando il futuro ai giovani rivoluzionari. Il libro sarà presentato mercoledì 6 febbraio alle 18 al Bibliocaffe' Letterario a Roma. Con l'autore ci saranno la scrittrice e studiosa della storia dell'Iran Farian Sabhai e la direttrice di Left Simona Maggiorelli
Le baruffe chiozzotte in confronto sono un lineare racconto da leggere per conciliare il sonno. La questione Tav, invece è una ridda di dichiarazioni,...
Non c’è traccia del Tavolo contro lo sfruttamento in agricoltura annunciato da Di Maio cinque mesi fa. L’unica cosa certa sono i “regali” alle imprese inseriti nella legge di Bilancio, che tra le altre cose rendono più difficili i controlli su eventuali irregolarità nei confronti dei lavoratori
A oltre due anni dal sisma del 30 ottobre 2016, che causò 25mila sfollati nelle Marche, intere comunità restano polverizzate. A Muccia le costosissime Soluzioni abitative di emergenza mostrano gravi problemi strutturali. Mentre a Tolentino la ricostruzione resta un miraggio
Le storie di alcuni giovani sudanesi morti del naufragio del 18 gennaio, in cui hanno perso la vita 117 persone, narrate da un sopravvissuto. «Dei cinque compagni con cui viaggiava è stato l’unico a salvarsi» racconta Abdul Ishag, un rifugiato scampato al genocidio del Darfur