Ogni mobilitazione ha i suoi simboli e i suoi oggetti. Cose di uso comune che spesso vengono sottratte alla loro funzione originaria e reinventate con fini del tutto diversi. Accade anche nell'ex colonia britannica. Ora un'esposizione analizza il fenomeno
Il ministro Lorenzo Fioramonti: «La storia non può essere solo una sequenza di date. E ripristinarne la traccia alla Maturità è il primo passo di un percorso più articolato che restituisce centralità a questa disciplina».
C’è un dato scomparso dalla storia ufficiale, quello di coloro che in Italia hanno perso la vita a causa della detenzione forzata nei centri per immigrati. Luoghi in cui non valevano e non valgono nemmeno le garanzie dei regolamenti penitenziari, spazi pensati esclusivamente come zoo temporanei per persone…
A Roma era il Sol Invictus, altrove la nascita di Mitra, Horus, El Gabal o Helios: così si festeggiava il solstizio d'inverno prima che la Chiesa cattolica ci mettesse il suo marchio
L'impasse del Labour nelle tradizionali roccaforti del Nord non si spiega solo con la posizione poco chiara sull’uscita dall’Ue. Johnson ha pescato nella working class al di fuori delle aree metropolitane perché il programma di Corbyn era considerato troppo “londinese”
L’inquinamento di un’industria chimica rende la vita impossibile sulla costa centro-orientale della Tunisia. Qui i giovani, senza un lavoro e senza un futuro, hanno un solo obiettivo: attraversare il mare e arrivare in Italia. A costo di fare anche gli scafisti
Nel dopoguerra si è fatta strada una narrazione istituzionale edulcorata della nostra presenza coloniale in Africa. Così il silenzio è calato sui campi di concentramento in Libia, sulle armi chimiche in Etiopia, sugli eccidi paragonabili a quelli nazisti in Italia
Quando si parla di rapporti violenti si pensa solo al mondo degli adulti. Ma è nel periodo dell’adolescenza che si annida il rischio di iniziare a scambiare per premura la prepotenza dell’altro, il gesto d’amore con la possessività, l’attenzione con il controllo
Maria Edgarda Marcucci, detta Eddi, Jacopo Bindi e Paolo “Pachino” Andolina sono finiti davanti a un giudice di Torino per aver combattuto in Rojava contro i fondamentalisti dell'Isis. Il pm ha chiesto per loro la “sorveglianza speciale”, una misura fortemente repressiva introdotta nell'ordinamento giuridico italiano durante il fascismo e mai rimossa.
Sara Ligutti ne ha parlato con Davide Grasso, arruolatosi nello YPG curdo nel 2016, giornalista e scrittore
Il papa ha finalmente tolto il segreto pontificio sui processi per pedofilia; ora, stando al comunicato del cardinale Parolin, il segretario di Stato, le...













